Guardando i dati Istat sulle presenze turistiche nei primi 6 mesi, c’è da stappare una bottiglia di spumante. Da gennaio a giugno nel Riminese i pernottamenti sono aumentati del 4,2%. Rimini cresce del 3,55%, Bellaria del 3,53%, Cattolica segna +1,80%, Riccione si spinge a +6,09% superata solo da Misano (+7,09%). Una partenza lanciata che conferma quanto di buono visto nei primi mesi, e dimostra soprattutto come maggio stia diventando un mese sempre più importante per il turismo, per eventi e varietà dell’offerta. A giugno invece qualche segnale negativo, ma nel complesso abbiamo retto. (Il Resto del Carlino)
A Rimini maggio e giugno insieme segnano un aumento pari al 4,49%, con 1 milione e 728mila pernottamenti. Maggio è stato il mese da record, per tutti. Rimini vola con +18,40%, Riccione segna +19,54%, Cattolica si lancia con un aumento del 24,64%, Misano arriva al 39,57%, Bellaria stacca addirittura un +59,90%. La stagione è partita bene ovunque, per poi stabilizzarsi nel mese di giugno con alcuni segni negativi. Ma attenzione: un anno fa giugno fu il mese della Pentecoste, dei tedeschi (e non solo) arrivati in massa. Quest’anno la Pentecoste è caduta nell’ultima settimana di maggio: ecco perché i dati per quel mese sono in forte aumento. Tant’è che a Rimini i tedeschi in maggio sono quasi raddoppiati rispetto a un anno fa, salvo poi calare vistosamente a giugno. Guardando al dato generale, a Rimini la flessione complessiva a giugno è stata dell’1,83%. A giugno hanno perso circa il 4% pure Bellaria e Cattolica, mentre Misano (+0,96%) e Riccione (+1,66%) sono andate bene.
C’è un altro dato che certifica il sorriso che all’inizio di stagione è comparso sui volti degli albergatori. A Rimini l’occupazione alberghiera è in linea con le percentuali di pernottamenti registrate in maggio e giugno. In altri termini: non si vedono quote di mercato erose dal fenomeno degli appartamenti in affitto ai turisti. Altrettanto evidente che il risultato dei primi 6 mesi e della primissima parte dell’estate si si regge su un pilastro dell’economia turistica: gli stranieri. Da gennaio a giugno a Rimini praticamente un turista su 3 (33%) è arrivato dall’estero. La percentuale scende se si guarda alle altre località della Riviera, ma rimane un dato significativo: dal 18,3% di Misano (il dato più basso in provincia), passando per Bellaria (19,5%), Riccione (20%), e Cattolica (22%).
“Al di là di quanto già osservato nei giorni scorsi – sottolinea il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad – va rimarcata la sensibile crescita di arrivi e presenze nel primo semestre, a Rimini e in tutta la provincia. Nonostante le difficoltà e la contrazione dei consumi da parte soprattutto del mercato italiano, tutto il territorio riminese conferma la sua attrattività anche nei mesi al di fuori della tradizionale vacanza balneare”. E questo per il sindaco dev’essere “l’invito a proseguire, sempre di più, sulla strada dell’unione e della collaborazione: quando l’offerta turistica è di livello non è solto la città a beneficiarne, ma un’area molto più vasta”.
A brindare sono anche la sindaca e l’assessore al turismo di Riccione, Daniela Angelini e Mattia Guidi. “Va rilevata la buona tenuta del comparto alberghiero. Altrettanto importante è il dato relativo alla crescita sui mercati internazionali: un risultato significativo, che premia il grande sforzo profuso dai nostri operatori e la capacità attrattiva della città. L’aumento del 5% di presenze degli italiani è un dato veramente confortante”. Il 2026 è partito molto forte per il territorio riminese, ma bisogna fare i conti con un luglio che non ha entusiasmato e un agosto partito in sordina.





