Dopo i disservizi registrati in Veneto, E-Distribuzione rafforza personale, manutenzione e tecnologie predittive. Sotto osservazione soprattutto le linee interrate, messe alla prova dalle temperature eccezionali. (Corriere)
Non è l’aumento dei consumi elettrici a preoccupare, ma il caldo estremo che impedisce alle infrastrutture di disperdere normalmente il calore. Di fronte a temperature molto superiori alle medie stagionali, Enel ha rafforzato il presidio della rete attraverso E-Distribuzione, attivando il Piano Estate 2026 per prevenire i guasti e limitare la durata dei blackout localizzati.
Il primo campanello d’allarme è arrivato dal Veneto. A Jesolo alcune interruzioni intermittenti hanno coinvolto alberghi e attività ricettive nel pieno della stagione turistica. A Venezia, invece, la pressione sulla rete ha interessato anche il centro storico, mentre l’ospedale Civile ha potuto affidarsi ai gruppi elettrogeni di emergenza.
L’azienda esclude tuttavia che alla base dei disservizi vi sia una carenza strutturale della rete. “Le linee elettriche sono infatti dimensionate per rispondere alla crescita della domanda di energia”, precisa Enel, aggiungendo che le interruzioni “non sono da ricondurre all’aumento di richiesta di energia da parte dei clienti”.
Il punto critico è rappresentato dalle condizioni meteorologiche fuori scala. “Gli eventi registrati sono correlati al persistere di condizioni climatiche del tutto eccezionali, con temperature particolarmente elevate, che non consentono la normale dispersione di calore delle linee interrate e che possono quindi provocare interruzioni accidentali nella fornitura”, spiega l’azienda.
Il problema, dunque, non riguarda la quantità di elettricità richiesta, ma la capacità dei cavi sotterranei di smaltire il calore accumulato. Quando il terreno e l’ambiente circostante restano a lungo surriscaldati, aumenta il rischio che alcuni componenti della rete vadano temporaneamente fuori servizio.
Per ridurre questa possibilità, Enel ha aumentato il personale reperibile, intensificato gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e avviato l’adeguamento di cavi e apparecchiature. Al presidio sul territorio si affiancano sistemi avanzati di analisi predittiva, utilizzati per individuare le anomalie prima che si trasformino in guasti.
Un ruolo decisivo è affidato alla digitalizzazione. La rete gestita da E-Distribuzione è interconnessa e progettata per riconoscere automaticamente le interruzioni, isolare i tratti danneggiati e attivare percorsi alternativi per riportare l’energia alle utenze coinvolte.
“Qualora il guasto non sia risolvibile automaticamente, i centri operativi di E-Distribuzione sono in grado di identificare il punto di guasto, rialimentare i clienti con linee alternative e disporre l’intervento dei tecnici”, sottolinea Enel.
Quanto accaduto in Veneto anticipa una questione destinata a interessare l’intero sistema energetico nazionale. Estati più lunghe e temperature sempre più elevate impongono reti capaci di resistere a condizioni climatiche estreme, proteggendo famiglie, imprese, strutture sanitarie e attività turistiche.
La risposta passa quindi da manutenzione, investimenti e innovazione tecnologica. Enel punta ad accelerare su tutti e tre i fronti, con l’obiettivo di rendere la rete più resiliente e ridurre l’impatto dei fenomeni meteorologici eccezionali sulla continuità del servizio.





