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Starace in esclusiva a LaChirico: ‘Al G20 puntiamo su decarbonizzazione ed economia circolare’

“Siamo stati i primi a scegliere la sostenibilità. A gennaio chiudiamo centrale a carbone di Brindisi”

In una intervista in esclusiva a LaChirico, l’ad e direttore generale di Enel Francesco Starace parla per la prima volta del G20 che si terrà l’anno prossimo, a guida italiana.  

“Il governo – spiega l’ingegnere a LaChirico – sta definendo l’agenda di presidenza G20 sulla base di tre pilastri fondamentali: People, Planet, Prosperity. Su questi temi si innestano perfettamente alcune delle priorità sulle quali anche noi, come Gruppo, stiamo concentrando il nostro impegno a livello nazionale e globale: decarbonizzazione, reti intelligenti, digitalizzazione ed elettrificazione dei consumi, economia circolare. Queste sono leve strategiche per la transizione verso un modello inclusivo e sostenibile che faccia bene al pianeta, alle persone e alle nostre economie. Considerata l’importanza di questi argomenti, ne parleremo anche nell’ambito della Task Force dedicata all’energia che verrà istituita dal B20 a presidenza italiana, cioè il foro industriale che raggruppa le principali aziende dei Paesi G20 chiamate a lavorare insieme per elaborare raccomandazioni indirizzate ai rispettivi leader politici”. 

Starace, che guida Enel dal 2014 e ha trasformato l’azienda nel primo produttore privato di energie rinnovabili al mondo, evidenzia il primato di una strategia industriale che oggi è in perfetta sintonia con gli obiettivi dell’UE in tema di neutralità climatica e Green Deal
. “Siamo stati tra i primi a credere in un modello più sostenibile basato sulle energie rinnovabili in un momento in cui gli scettici erano ancora la maggioranza”.

Nell’intervista, pubblicata sulle colonne del quotidiano Il Foglio, Starace ha affermato: “Dieci anni or sono, abbiamo scelto di investire nell’energia prodotta dall’acqua, dal sole, dal vento e dal calore naturale della terra fino a diventare oggi il primo produttore privato a livello mondiale di energia rinnovabile. Oggi queste tecnologie sono mature e competitive, e sono rimasti pochi a dubitare del loro ruolo per la decarbonizzazione dell’economia”. 

Quanto alle voci sulla possibile chiusura dell’unità della centrale a carbone di Brindisi, Starace ha confermato che la cessazione dell’operatività è vicina: “Il ministero dello Sviluppo economico ha dato riscontro positivo alla richiesta di poter chiudere in anticipo il Gruppo 2 della centrale di Brindisi dal primo gennaio 2021. Si tratta della prima delle quattro unità produttive a carbone della centrale che si avvia alla chiusura definitiva”. 

Interrogato da LaChirico sulla possibilità per le petro-economie mediorientali di convertirsi alle rinnovabili in un mondo dove le fonti fossili coprono ancora l’80 percento della domanda mondiale di energia, l’ing. Starace afferma: “Penso che il cambiamento sia ormai inarrestabile a livello globale, perché non è solo eticamente giusto ma anche economicamente vantaggioso. Oggi la sostenibilità è un imperativo per la creazione di valore economico nel lungo termine e anche la comunità finanziaria, che cerca investimenti stabili in un clima di incertezza generale, ne è sempre più consapevole. Secondo dati dell’ultimo rapporto annuale di Irena (l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, ndr) circa il 72 percento della nuova capacità di produzione di energia elettrica installata nel 2019 è rinnovabile, una tendenza che, con diversi livelli di accelerazione, sta raggiungendo ormai tutte le geografie. La tecnologia è in continua evoluzione e la necessità di mitigare gli impatti ambientali si riflette sempre più in tutti i settori. È chiaro che per alcune attività non si tratta di passaggi scontati, semplici o rapidi, soprattutto se parliamo di un’industria di grandi dimensioni come quella petrolifera che avrà un ruolo importante ancora per molto tempo. Anche in questo settore il cambiamento avrà le sue conseguenze a livello globale: le aziende statali americane seguiranno molto probabilmente le politiche del Governo, quelle private basate negli Stati uniti continueranno a seguire la loro attuale strategia mentre le altre aziende a livello globale dovranno scegliere se continuare con il fossile o ripensare le proprie strategie”. 

Quanto al Recovery Fund, spiega Starace, “nel dialogo con il Governo italiano abbiamo indicato dieci aree di intervento nel settore energetico che possono essere messe velocemente in cantiere e sono in grado di generare valore nel lungo termine. Le proposte riguardano investimenti che accelerino l’uso delle rinnovabili, rafforzino le reti di distribuzione resilienti e digitali, promuovano le città sostenibili, la mobilità elettrica e l’efficienza energetica. Una serie di azioni in grado di favorire la ripresa e di generare nuove opportunità per il Paese, creando un circolo virtuoso per lavoro, economia e società con investimenti sostenibili”.

Sul perché in Italia la velocità di penetrazione delle rinnovabili risulti più bassa che in Spagna, il numero uno di Enel spiega che “la Spagna ha fatto bene ad approvare a giugno scorso un decreto regio dedicato all’energia pulita, che ha l’obiettivo di promuovere in modo ordinato e rapido il percorso verso un sistema di elettricità rinnovabile al 100 percento e favorire la ripresa economica in linea con il Green Deal europeo. Il provvedimento semplifica l’iter burocratico e l’elaborazione di nuovi progetti e introduce un quadro regolatorio stabile che consentirà alla Spagna di sfruttare il suo potenziale, in termini di creazione di posti di lavoro e attività economica. Anche in Italia velocizzare e rendere meno complessi gli iter approvativi è un passaggio necessario per poter accelerare gli obiettivi di sostenibilità e decarbonizzazione”. 

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