CLEAN ENERGYFINANZA

Comunità energetiche, al Sud nei prossimi 5 anni 73mila nuovi addetti

Tra le regioni del Mezzogiorno la più dinamica è la Sicilia con un forte attivismo di municipi e diocesi. Entro la fine del 2030 si punta ad accelerare le procedure e raggiungere 27 Gigawatt con nuovi impianti Svimez e A2A stimano ulteriori investimenti per trenta miliardi nel prossimo quinquennio. (Corriere)

In Italia ci sono oggi da 1.800 a 1.900 Comunità Energetiche Rinnovabili, di cui, si stima, tra 600 e 800 nel Mezzogiorno. Ciò significa che il Sud rappresenta tra il 30% e il 40% delle CER nazionali. Il nostro Paese punta ad arrivare fino a 15mila. Tra le regioni meridionali la più dinamica è la Sicilia, dove nascono in tantissimi piccoli Comuni e si registra un forte attivismo di municipi e diocesi: se ne contano tra 200 e 250. Un contributo notevole alle CER lo offre anche la Puglia, regione tra le più avanzate dal punto di vista energetico. Ce ne sono da un minimo di 120 a un massimo di 160.
In Campania si assiste a una crescita veloce ma più disordinata, in quanto molte CER sono urbane e addirittura condominiali, ma vi è una forte spinta nei Comuni interni. Se ne censiscono tra 100 e 140.

In forte sviluppo anche la Calabria, partita lentamente ma che ora sta accelerando e se ne contano tra le 60 e le 90.
Da cosa guadagna una Comunità Energetica Rinnovabile? In primo luogo, dall’incentivo statale sull’energia condivisa, poi dai risparmi in bolletta, infine, dall’eventuale vendita di surplus a terzi.
In concreto, ciò vuol dire che una CER al Sud, con un impianto da 200 kilowatt alimentato con il fotovoltaico, del quale facciano parte fino a 50 utenze, quindi anche un grande condominio, può avere incentivi tra i 20mila e i 35mila euro, con un risparmio sulle bollette tra i 15mila e i 25mila euro. Che si tradurrebbe in un guadagno per famiglia da un minimo di 300 a un massimo di 800 euro l’anno.

A che punto è la transizione energetica nel Mezzogiorno, considerando che si tratta di uno degli obiettivi più importanti del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza? Se la capacità delle fonti energetiche rinnovabili è a livello nazionale pari a circa 84 gigawatt, accelerando le procedure e realizzando nuovi impianti, si possono realisticamente raggiungere 27 Gigawatt solo al Sud entro la fine del 2030.

In base a uno studio congiunto Svimez e A2A, si stimano nelle sole regioni meridionali investimenti per 30 miliardi nel prossimo quinquennio, con un impatto occupazionale di oltre 73mila nuovi addetti, di cui più di 14mila giovani.


Nello specifico, in Sicilia si investirebbero 8,7 miliardi, in Puglia 5,7, in Calabria 3, in Campania 2,8, in Abruzzo e in Basilicata 1,7 miliardi, in Molise poco meno di un miliardo. La maggiore quantità di posti di lavoro si creerebbe in Sicilia, 19.700, seguita dalla Puglia, 5.700, dalla Campania, 7.600, dalla Calabria 7.200, dall’Abruzzo 4.500, dalla Basilicata 4.300, dal Molise 2.200.

I giovani under 35 impiegati in tutto il Sud sarebbero circa 14.30
Nel Mezzogiorno stanno emergendo soprattutto tre modelli di CER, comunali, industriali/agricole e sociali contro la povertà energetica. Interessante è la rete di CER sviluppata da Exalto Energy & Innovation in Sicilia, Calabria, Puglia, con circa 10 megawatt di nuovi impianti fotovoltaici collegati a comunità energetiche già operative. Così come la piattaforma CENet Energy HUB, che aggrega e supporta numerose CER territoriali, molte nel Sud.

Inoltre, CERESS, rete molto presente nei piccoli comuni del Mezzogiorno e nelle aree interne nonché la CER Alkantara, nell’area etnea in Sicilia, orientata a un modello territoriale integrato fra cittadini, imprese e amministrazioni locali.

Tra gli esempi più emblematici di CER, c’è quella nata a Napoli, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio: si tratta di uno dei primi progetti a livello nazionale, che ha coinvolto 40 famiglie in condizioni di disagio. Lo ha lanciato la Fondazione con il Sud. È stato realizzato un impianto fotovoltaico per produrre insieme energia, condividendola e vendendo quella in sovrapproduzione al gestore nazionale. Il ricavato è diviso tra le famiglie come supporto concreto alla lotta alla povertà energetica.
A Palermo sono, invece, già state finanziate con circa 64mila euro le prime CER. Tra le altre esperienze meridionali, quella di Biccari, caratteristico borgo sui Monti Dauni, in provincia di Foggia, che ha dato vita alla prima Comunità Energetica Rinnovabile di Puglia.
Ancora, la Comunità per l’efficienza energetica nelle aree del Consorzio Asi di Bari, quella per le periferie di Reggio Calabria, quella allo Zen di Palermo.
Infine, ci sono una serie di piccoli Comuni meridionali che le hanno avviate: da Foiano di Valfortore in provincia di Benevento, a San Nicola da Crissa in Calabria, a Messina nel rione Mangialupi, alla Comunità di Ragusa.

Redazione

 

 

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