Economia

Prezzo elettricità, in Italia il più alto d’Europa: ecco i dati

Per quanto riguarda il Pun, ha spiegato Dell’Acqua, “i prezzi italiani restano strutturalmente superiori a quelli di Francia (61,1 euro/MWh) e Spagna (65,3 euro/MWh), per la forte dipendenza dalla generazione a gas”. E secondo l’Arera, nel 2025 i consumatori domestici di elettricità in Italia hanno pagato un prezzo della corrente superiore del 13% a quelli all’area euro, con un differenziale di 4,03 centesimi di euro al kilowattora. La differenza deriva quasi esclusivamente dalla componente energia del costo, il cui valore nel nostro Paese è 5,68 centesimi di euro/kWh maggiore di quello dell’eurozona. In Italia nel 2025 sono diminuiti invece del 5,8% i costi di rete (da 6,23 a 5,87 centesimi di euro/ kWh) e la componente fiscale (-2,1%). (Sky TG 24)

Dalla relazione dell’Arera è emerso anche come nel 2025 nel settore elettrico italiano si sia registrata un’inversione di tendenza nel mix di produzione, con le rinnovabili in calo dell’1,5% e il termoelettrico che, tornato a crescere (+5,2%), traina la crescita della produzione complessiva (+2,4%). I consumi di gas aumentano del 2%. In aumento l’import, con il raddoppio dei flussi dagli Stati Uniti e l’incremento rilevante di gas dal Nord (Norvegia e Olanda). Il Gnl, che rappresenta circa un terzo dell’import complessivo, è cresciuto del 44% in un anno.

Nel mercato libero dell’elettricità di piccola taglia, quello delle famiglie, “i differenziali tra le offerte scelte dai consumatori e quelle più efficienti disponibili restano elevati, e i dati di monitoraggio mostrano che le scelte di acquisto sono ancora in larga parte svincolate dalla convenienza effettiva”, ha osservato il presidente di Arera. “Nel mercato libero di piccola taglia si scambia prevalentemente fiducia nel marchio dell’operatore, non commodity”, ha aggiunto Nicola Dell’Acqua. “La riforma della bolletta, entrata in vigore nel luglio 2025, risponde a questa distorsione alla radice – ha proseguito -: rendere leggibile la composizione dei costi e comparabili le condizioni contrattuali è la precondizione perché la concorrenza produca benefici reali”. “Nel quadriennio che si apre – ha detto ancora il presidente di Arera -, l’obiettivo è portare questo lavoro a compimento rafforzando il Portale Offerte, proseguendo nell’aggiornamento del Codice di condotta commerciale, introducendo nuovi strumenti di enforcement e accompagnando con misure dedicate il passaggio, previsto nel marzo 2027, dei clienti ancora nel Servizio a Tutele Graduali verso il mercato libero”.

Sul mercato all’ingrosso dell’elettricità, nei prossimi quattro anni si andrà verso un “superamento graduale del Pun (Prezzo unico nazionale, n.d.r.) e la piena applicazione dei prezzi zonali, avvicinando il mercato italiano agli standard europei”, ha detto ancora il presidente dell’Arera. “In un contesto di elevata penetrazione delle fonti di energia rinnovabile, che nel 2025 hanno coperto il 48% della produzione nazionale di energia elettrica – ha aggiunto Dell’Acqua -, assume rilievo lo sviluppo e l’integrazione nei mercati di risorse di flessibilità non fossile – demand response, storage, risorse distribuite – rimuovendo barriere all’ingresso e definendo un quadro armonizzato per aggregatori e meccanismi di partecipazione. È altresì necessario assicurare segnali di prezzo corretti, eliminando distorsioni regolatorie che ostacolano una piena valorizzazione di tali risorse”.

E a essere colpite dai prezzi alti sono anche le imprese. Nel 2025 i consumatori non domestici di elettricità in Italia rispetto all’area euro hanno affrontato un prezzo finale della corrente superiore del 24,1%. Il differenziale è pari a 5,10 centesimi di euro al kilowattora, e deriva quasi esclusivamente dalla componente energia, il cui valore è risultato del 27% superiore a quello nella media dell’Area euro (3 centesimi di euro al kilowattora in più).

“Tanti ci hanno detto che ci sono ancora troppe persone che fanno trading (di energia, n.d.r.) in maniera, come posso dire, poco professionale – ha detto ancora il presidente dell’Arera – Probabilmente una certificazione del venditore di energia potrebbe essere una soluzione. Stiamo studiando anche su questo”. E alla domanda se la certificazione del venditore di energia arriverà entro quest’anno, Dell’Acqua ha risposto “sì”. Nella sua relazione, il numero 1 di Arera ha anche detto che “la protezione dei consumatori richiede peraltro un’azione che non può essere esercitata in solitudine. Fenomeni come il telemarketing aggressivo o l’utilizzo improprio dei dati personali nella delicata fase di cambio fornitore si collocano all’intersezione tra le competenze di più Autorità e richiedono un coordinamento sistematico”. “Nel prossimo quadriennio – ha proseguito -, sarà rafforzata la collaborazione con le Autorità con competenze complementari – Agcm, Agcom, Garante per la protezione dei dati personali – tanto sul piano istruttorio quanto attraverso azioni di enforcement congiunto”.

Redazione

 

 

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