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Lombardia, export verso il Medio Oriente a rischio per la crisi

Ordini pronti alla spedizione e bloccati dai clienti. E poi filiali in difficoltà per ricevere il materiale, manager che rientrano in Italia per i timori legati al conflitto. A pagare il prezzo più alto in Italia della crisi innescata dall’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran è come ovvio la Lombardia, prima regione italiana per export e in generale prima regione anche per vendite dirette in Medio Oriente. Secondo l’analisi riportata da Il Sole 24 Ore, la Lombardia vede crescere le difficoltà operative e commerciali nelle esportazioni verso il Medio Oriente, con ordini già pronti ma fermati dai clienti, problemi di approvvigionamento per le filiali locali e rientri di manager in Italia per motivi di sicurezza. L’area pesa in modo rilevante sulle vendite estere regionali e il conflitto in corso minaccia di interrompere una fase di espansione superiore alla media dell’export lombardo. Il quadro riguarda soprattutto i flussi verso il Golfo, dove l’instabilità logistica e l’incertezza sugli investimenti stanno aumentando i rischi per le imprese esposte. (Sole 24 Ore)

La quota del Medio Oriente sul totale dell’export lombardo supera il 4% già nel 2019 e sale al 4,6% nel 2024, per arrivare al 5,2% considerando l’intero 2025. Le vendite complessive della regione nell’area del Golfo raggiungono 8,75 miliardi di euro, circa un miliardo in più rispetto all’anno precedente, mentre l’export lombardo totale cresce solo dell’1,8% nel 2025. Questo rende l’area una delle destinazioni più dinamiche per le imprese regionali, ma anche una delle più vulnerabili agli shock geopolitici.

Tra i comparti con maggiore esposizione figurano generatori di vapore, valvole per l’oil & gas, armi e munizioni, tubi e condotte, aeromobili e mobili. Nel segmento delle valvole, il distretto di Bergamo mantiene un ruolo di primo piano e alcune aziende sviluppano in Medio Oriente fino a due terzi dei ricavi, mentre Varese supera l’8% del proprio export complessivo nell’area grazie alle vendite di aeromobili. I nodi logistici nello Stretto di Hormuz, il blocco delle spedizioni e l’incertezza sulla continuità degli investimenti stanno però mettendo sotto pressione questi flussi.

Milano guida per valore delle esportazioni lombarde verso il Medio Oriente, affiancata da Bergamo, Varese e Brescia, a conferma di un coinvolgimento diffuso del sistema produttivo regionale. La domanda dell’area è sostenuta dai piani di diversificazione economica di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, con investimenti in rinnovabili, infrastrutture civili, ospitalità, sport e turismo, inclusi i progetti collegati a Neom. La durata del conflitto e il futuro assetto regionale restano quindi fattori decisivi per capire se la domanda di beni made in Lombardy continuerà a sostenere l’export oppure subirà un rallentamento prolungato.

In un nostro precedente articolo abbiamo riportato che la Lombardia concentra una quota decisiva delle concessioni e della capacità nazionale di stoccaggio del gas, risultando un nodo chiave per la sicurezza degli approvvigionamenti. Abbiamo anche spiegato come il riuso di giacimenti esauriti e la presenza di infrastrutture e monitoraggi dedicati confermino una specializzazione energetica costruita nel tempo, particolarmente rilevante in una fase di tensioni geopolitiche.

Redazione

 

 

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