Internazionale

Afghanistan, a Jebrael a scuola niente adolescenti né stipendi ai docenti

A Jebrael, a ovest di Herat, c’è la scuola dedicata a Maria Grazia Cutuli, la giornalista del Corriere della Sera assassinata in Afghanistan da una banda di talebani vent’anni fa. Anche qui con l’arrivo dei talebani è cambiato tutto: classi rigidamente separate al punto che il direttore e responsabile dell’Istituto può arrivare a lavoro solo quando termina la lezione delle ragazze.

A Il Giornale, una signora supervisore della struttura, racconta: “Da quando ci sono loro, lui può mettere piedi in ufficio solo quando le maestre e le bimbe hanno finito lezione. Mi dispiace, ma da quando ci sono i talebani sono cambiate tutte le regole, ci hanno bloccato le classi dai dodici ai diciotto anni. Qui fino a pochi mesi fa facevamo studiare cinquecento alunni, ora possiamo insegnare solo alle bimbe e ai bimbi dai sei ai 12 anni. Ma solo quando non ci sono i maschi e viceversa”. Quindi non solo classi separate, ma anche lezioni bandite per gli adolescenti.

Un altro problema è quello dello stipendio, che non è ancora stato pagato a nessuno da quando loro, come preferiscono indicare i talebani, hanno preso il potere: “Non ne abbiamo ricevuto nemmeno uno. Molte insegnanti mi hanno fatto capire che se continuerà così non verranno più al lavoro perché dovranno trovare qualche altro modo per sbarcare il lunario. Quindi, a meno che non arrivino fondi dall’Italia o da altri finanziatori, la scuola rischia di chiudere i battenti a breve”.

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