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Durigon: “Via i codici Ateco e le cartelle esattoriali fino ai 10mila euro”

“Con il decreto siamo a buon punto, considerando che abbiamo ereditato un lavoro ancora da definire del precedente governo e che ci siamo messi all’opera su un provvedimento molto impegnativo. Credo di poter dire che la prossima settimana il decreto andrà in consiglio dei ministri”, afferma il sottosegretario all’Economia Claudio Durigon.

Tra i punti contenuti, il leghista spiega in un’intervista a Repubblica: “Intanto finalmente togliamo di mezzo i codici Ateco che hanno creato diseguaglianze e interveniamo su tutte le 2,8 milioni di aziende e partite Iva. Il ristoro sarà calcolato sul decremento di fatturato medio mensile del 2020 rispetto al 2019, e in base al decremento ci sarà una formula che quantificherà il rimborso. Naturalmente sarà una operazione una tantum e non sarà esaustiva. Ricordo che la perdita di fatturato per le partite Iva e le imprese è stata enorme: 400 miliardi lo scorso anno. Faremo il possibile e daremo un rimborso pari alla somma dei quattro ristori del 2020. Un intervento, comunque, importante anche perché il tetto di fatturato per accedere al ristoro salirà da 5 fino a 10 milioni”.

Un altro nodo da scogliere è quello delle cartelle esattoriali. Come già il senatore Matteo Salvini aveva anticipato in un’intervista esclusiva a LaChirico.it, la proposta sarà la cancellazione fino ai 10mila euro: “Non è un condono ma serve per liberare il magazzino dell’Agenzia delle entrate e per permetterle di concentrarsi maggiormente sul recupero delle partite recuperabili. Secondo noi la soglia potrebbe arrivare anche a 10 mila euro. Interverremo sulle cartelle, abbiamo spostato i termini al 30 aprile. Ma poi bisognerà spalmare i pagamenti, magari su due anni”.

Redazione

 

 

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