ITA Airways prevede di chiudere il 2026 in pareggio, anche se il carburante costa caro. Lo dice l’amministratore delegato Joerg Eberhart. Eberhart si aspetta per l’intero anno un risultato operativo positivo, che con condizioni favorevoli potrebbe superare il dato del 2025, quando l’Ebit era stato di 25,1 milioni di euro. Nel 2026 il carburante peserà per 150-170 milioni di euro. (Corriere della Sera)
Sulle tariffe, Eberhart spiega che l’aumento medio dei biglietti è rimasto sotto il 10%. Per il futuro, però, ritiene che i prezzi debbano salire del 15-20%, come succede per alberghi e ristoranti.
Sul personale, nell’ambito della riorganizzazione sono previste 226 uscite volontarie e 400 assunzioni nel 2027. Le sinergie con Lufthansa aumenteranno l’anno prossimo, quando il gruppo tedesco salirà al 90% di Ita. A queste si aggiunge l’ingresso nella joint venture transatlantica.
Sulla rete, ITA guarda soprattutto al Centro e Sud America: Santo Domingo a breve, Caracas da fine marzo 2027 e poi Lima, sempre nel 2027.
L’ultima parte è un appello all’Unione europea. Eberhart chiede di ristabilire condizioni di concorrenza alla pari con i vettori extra-Ue. Propone di reinvestire nel settore le entrate fiscali, di sospendere per due anni le quote Ets e di rivedere i criteri di accesso al mercato europeo. Per lui le compagnie europee non possono partire svantaggiate rispetto a quelle che arrivano da fuori.





