Si è chiusa la business visit di SACE in Australia, tra Sydney e Perth. A guidarla il presidente Guglielmo Picchi, con Michal Ron, Chief International Officer di SACE, e Flavio Castri, Head of South-East Asia & Oceania. Il programma è stato preparato insieme all’Ambasciata d’Italia e punta a far crescere un interscambio tra i due Paesi che sfiora i 6 miliardi di euro. (Teleborsa)
I risultati principali sono due accordi. Il primo è con il governo del Western Australia, il secondo con Export Finance Australia, l’agenzia australiana per il credito all’export.
L’intesa con Export Finance Australia è stata firmata a Sydney il 26 ottobre da Picchi e dal CEO dell’agenzia, John Hopkins. Le materie prime critiche sono uno dei settori al centro della collaborazione. La firma è avvenuta durante un incontro tra finanziatori internazionali del comparto organizzato da EFA. Secondo Hopkins, l’intesa offre un canale concreto per mettere in contatto imprese italiane e australiane, individuare progetti e valutare forme di sostegno coordinato.
Il memorandum con il governo del Western Australia, guidato da Roger Cook, riguarda le opportunità di investimento in tre settori: minerali critici, transizione energetica e industria manifatturiera avanzata. Durante la missione Picchi ha incontrato anche la vicepremier Rita Saffioti e il ministro delle Miniere Daniel Pastorelli.
Picchi ha commentato così: “Gli accordi sottoscritti e gli incontri con istituzioni, operatori finanziari e imprese ci consentono di consolidare partnership strategiche e creare nuove opportunità per il Made in Italy.”
Le intese si inseriscono in un percorso più ampio. Ad agosto SACE aveva già firmato un’intesa con il governo dell’Australia Occidentale su materie prime critiche e transizione energetica, e a marzo si erano chiusi i negoziati per l’accordo di libero scambio tra Ue e Australia.





