Il 30 ottobre l’Istat ha diffuso due dati negativi. Il Pil del terzo trimestre è invariato rispetto al trimestre precedente e cresce dello 0,8% su base annua, sotto le attese. La stima preliminare di ottobre porta invece l’inflazione al 5,4%, molto sopra il 4,6% previsto. La crescita annua è scesa allo 0,8% dall’1% del secondo trimestre. (Corriere)
Il confronto con la Germania è sfavorevole: la stessa mattina Berlino ha sorpreso in positivo, con un Pil in crescita dello 0,2%.
Sul fronte dei prezzi, a ottobre l’indice Nic è salito dello 0,9% sul mese e del 5,4% sull’anno, contro il 4,2% di settembre. È il livello più alto da agosto 2023. A spingerlo sono soprattutto i beni energetici, cresciuti del 31,4% su base annua.
Pil fermo e prezzi in corsa disegnano per l’Italia un quadro di stagflazione, con un’inflazione più alta che nel resto d’Europa: nelle stime flash la Francia è al 3,4% e la Spagna al 4,9%. Il rischio, secondo gli analisti, è che i rincari continuino a scaricarsi su bollette, trasporti e beni di consumo finché l’economia resterà così esposta all’energia.





