Attualità e politicaEconomia

Il tiramisù conquista Bruxelles: il dolce più famoso nella capitale europea

C’è una parola italiana che, tra il Berlaymont e la Place Luxembourg, non ha bisogno di traduzione. Non è «spread», non è «governance»: è tiramisù. Nella città dove si scrivono le regole del mercato unico e si negoziano i dossier agroalimentari, il dolce nato in Veneto si sta ritagliando un ruolo che va ben oltre il fine pasto. È diventato, a tutti gli effetti, un biglietto da visita del Made in Italy. Il contesto è favorevole. Il 10 dicembre 2025, a Nuova Delhi, il Comitato intergovernativo dell’UNESCO ha iscritto la cucina italiana nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità: è la prima cucina nazionale al mondo a essere riconosciuta nella sua interezza, non per un singolo piatto ma come sistema di saperi, riti e convivialità. Un riconoscimento che ha offerto alla diplomazia economica italiana un argomento in più da spendere proprio dove si decidono etichettatura, indicazioni geografiche e politiche commerciali. (Ansa)

Il tiramisù ha un vantaggio raro: tutti lo conoscono e quasi nessuno lo confonde. È una parola italiana pronunciata allo stesso modo in tutto il mondo, e proprio per questo funziona come veicolo di promozione. Non è un caso che Bruxelles sia già stata scelta in passato come vetrina: nel 2019 la Tiramisù World Cup, la gara internazionale nata a Treviso, ha presentato la sua terza edizione a Ca’ Veneto, la sede di Unioncamere Veneto nella capitale belga, con il coinvolgimento della Camera di commercio italiana in Belgio e di aziende della filiera, dai latticini alle porcellane.
Il messaggio era – ed è – semplice: dietro un cucchiaio di tiramisù c’è una filiera. Mascarpone, uova, caffè, cacao, savoiardi, spesso marsala o liquori: prodotti che, quando sono davvero italiani, raccontano territori, imprese e lavoro.

La domanda dei consumatori belgi va nella stessa direzione. Nella primavera di quest’anno la stampa locale ha dato notizia dell’apertura a Bruxelles del primo bar interamente dedicato al tiramisù in Belgio: un segnale di quanto il dolce sia ormai un prodotto di tendenza, capace di reggere da solo un’insegna. E ogni 21 marzo il Tiramisù Day, lanciato dalla rete di Eataly, porta la ricetta nelle vetrine di mezza Europa.
È qui che si apre la partita più delicata. Il successo commerciale porta con sé l’Italian sounding: versioni industriali con panna al posto del mascarpone, creme vegetali, aromi artificiali, confezioni con il tricolore che di italiano hanno soltanto il nome. Per le imprese della filiera il rischio è doppio: perdere quote di mercato e vedere annacquata la reputazione di un prodotto simbolo.

Redazione

 

 

Articoli Correlati

Lascia un commento

Back to top button
NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!