Con il gas importato dal Qatar, quello che in questo momento non arriva, in un anno produciamo 44 Terawattora di elettricità. Con i nuovi impianti di energie rinnovabili – che il governo italiano si è impegnato a creare – ogni anno avremmo 17 TWh in più: vorrebbe dire che nel giro di un paio di anni avremmo abbastanza nuove rinnovabili per arrivare più o meno alla stessa energia che oggi facciamo col gas del Qatar. (Sky TG 24)
Quindi in una prospettiva di medio periodo, facendo bene i compiti a casa, questo buco che si è creato in questo momento col Qatar – che non sappiamo quando ricomincerà a darci il gas – potremmo coprirlo col solo solare ed eolico. Ma dobbiamo fare i compiti a casa. Li stiamo facendo? Sì e no. L’anno scorso, ad esempio, le rinnovabili hanno dato meno energia sul totale rispetto all’anno prima.
Se quello di prima non è un bel segnale, anche se dipende da tanti fattori, questo che stiamo per vedere è ancora peggio. Quest’anno stiamo facendo nuovi impianti di rinnovabili a buon ritmo? La risposta è no. Nei primi quattro mesi del 2026, il solare va benino (1,8 Gigawatt installati nuovi) mentre l’eolico è fermo (0,2). Con questi numeri facciamo peggio dell’anno scorso e siamo lontani da quello che dovremmo fare con le rinnovabili per avere una potenza di fuoco che ci permetta di affrancarci da altri fornitori di energia.
Altro tema di cui si discute, oltre alle rinnovabili, è quello del nucleare. L’Italia, come ha spiegato il governo Meloni, vuole rientrare nel giro dell’energia nucleare. Soprattutto con i famosi piccoli reattori modulari: nel mondo ce ne sono 2 attualmente in funzione, mentre 80 sono in progettazione. Ma come utilizzo commerciale si parla degli anni ’30: si tratta, infatti, di una tecnologia nuova e “complicata” e anche le variabili economiche sono complesse.
Quale sarà il peso del nucleare nella produzione di elettricità in Italia? Secondo le proiezioni del governo, se tutto va bene, nel 2045 dovremmo avere il 6% di generazione di energia elettrica dal nucleare. Tra vent’anni, quindi, sarà ancora una quota piccola: non aspettiamoci, quindi, che in un tempo medio-breve la soluzione per essere più indipendenti sia il nucleare.





