Attualità e politica

Giovannini: “Il mondo è cambiato. Innovazione nel codice degli appalti”

“Rispetto a cinque anni fa il mondo è cambiato. E su alcune novità troverà le mie impronte digitali”, a parlare è Enrico Giovannini, a capo del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili. “Anzitutto avremo più sostenibilità ambientale e sociale. Non in astratto, ma nei bandi di gara, in modo da premiare le imprese che propongono soluzioni innovative sotto il profilo ambientale. Rafforziamo anche la tutela dei lavoratori, il rispetto dei contratti, le clausole sociali e quelle in favore di giovani e donne. Il secondo aspetto fondamentale è quello delle semplificazioni, concretamente trainate dall’esperienza del Pnrr. Ora noi dobbiamo estendere queste semplificazioni alle opere che nel Pnrr non entrano. Saremo più aderenti alle regole Ue, sempre riconoscendo l’attenzione alla difesa della legalità”, spiega in un’intervista al Sole 24 Ore.

“Non intendiamo scrivere le norme in qualche stanza ministeriale, ma favorire da subito, già dalla legge delega, il confronto con imprese, esperti, parti sociali, comuni e Regioni. Avvierò il confronto nella Consulta che ho istituito proprio per questo. Quanto al Consiglio di Stato, ho già dato prova con la commissione per le riforme costituita al mio ministero insieme a dipartimento Funzione pubblica, Consiglio di Stato, Anac e Corte dei conti, di avere grande rispetto per un lavoro fatto nella massima collaborazione tra le diverse istituzioni”, afferma il Ministro.

Sul sistema dei commissari a cui sono state già assegnate sette opere sulle dieci urgenti, Giovannini afferma: “Per ora lo teniamo fermo a dieci opere. Se quella procedura funzionerà, e noi crediamo che funzionerà, potrà diventare un modello di riferimento, almeno per le opere molto complesse. Mi faccia però aggiungere che per funzionare al meglio quella procedura ha bisogno di una precisa specificazione dei contenuti del progetto di fattibilità tecnico-economica. Il codice attuale non è abbastanza dettagliato e quindi il Consiglio superiore dei lavori pubblici deve definire questi contenuti in modo da rafforzarlo e avvicinarlo molto al progetto esecutivo. Altrimenti come si farebbe a fare le scelte decisive sulle soluzioni progettuali, i pareri, le autorizzazioni, la Via, il dibattito pubblico, come previsto dall’articolo 44? Questo rafforzamento del progetto di fattibilità tecnico-economica è la risposta a quelle forze politiche che temono, giustamente, i rischi di un appalto integrato affidato sul solo progetto di fattibilità”.

Redazione

 

 

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