Attualità e politica

Migranti, perché il ministro Lamorgese dà ragione a Salvini sulle Ong

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha testimoniato nel processo contro il leghista Matteo Salvini, nell’ambito del caso Gregoretti per il quale il senatore è accusato di sequestro di persona.

Il numero uno del Viminale ha confermato il modus operandi delle Ong: il loro soccorso è architettato a tavolino per fare un carico di quante più persone possibili. Il Giornale riporta la trascrizione della sua testimonianza, in cui si legge: “Le navi che vanno a fare soccorso in acque Sar libiche non è che ogni volta che fanno un soccorso tornano immediatamente indietro. Tante volte, con dei soccorsi effettuati, si fermano nelle aree, diciamo libiche, anche tre, quattro giorni in attesa poi di recuperare il più possibile quelli che sono in difficoltà. Quindi vuol dire che sono delle navi che comunque sia hanno la possibilità di stare ferme con delle persone appena recuperate in acqua. Di farle stare sulle imbarcazioni anche per quattro, cinque giorni, perché loro chiedono il Pos (place of safety) quando hanno l’imbarcazione piena e poi ritornano”, afferma la Lamorgese.

“Quindi chiedono il Pos con la procedura che ho detto, prima nelle acque Sar libiche poi Malta e poi l’Italia – prosegue il ministro – Se fossero in condizioni di non poter stare, allora appena recuperati dovrebbero immediatamente venire, avvicinarsi verso Paesi che sono sicuri, tipo alta e l’Italia e non sempre è così perché talora rimangono anche più giorni”.

Come racconta Il Giornale, l’attuale ministro fornisce altre importanti informazioni che assecondano le tesi di Salvini: “Ogni volta che c’è uno sbarco sicuramente ci sono delle difficoltà che affrontano tutti gli uffici. Oggi noi seguiamo una linea che è quella, perché all’epoca, nel 2018, fu fatto il decreto Sicurezza, di blocco della possibilità di interdizione del porto che è stato poi effettivamente utilizzato. Ma in effetti, poi, se vogliamo, nonostante ci fosse il decreto di interdizione, sostanzialmente tutte le volte regolarmente sono scesi perché c’è anche da dire che quando arrivano poi sulle nostre coste dobbiamo iniziare tutta la procedura della redistribuzione, rapporti con l’Europa e quant’altro. Su questo non c’è dubbio”.

Sulle differenze tra il caso Gregoretti, Ocean Viking o Diciotti, il ministro Lamorgese spiega: “Alla fine il risultato è stato, diciamo, più o meno analogo a quello precedente, perché questo va detto, anche se con motivazioni diverse”.

Redazione

 

 

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