Attualità e politica

Ichino: ‘Il datore di lavoro può imporre il vaccino. La salute va tutelata’

Chiunque potrà rifiutare la vaccinazione; ma se questo metterà a rischio la salute di altre persone, il rifiuto costituirà un impedimento oggettivo alla prosecuzione del rapporto di lavoro”, sostiene Pietro Ichino, giurista e docente universitario, deputato del Pci dal ’79 all’83.

Il Professore spiega come l’obbligatorietà del vaccino è giuridicamente prevista. “L’articolo 2087 del codice civile obbliga il datore di lavoro ad adottare tutte le misure suggerite da scienza ed esperienza, necessarie per garantire la sicurezza fisica e psichica delle persone che lavorano in azienda, il loro benessere”, afferma al Corriere della Sera.

Il vaccino potrà essere imposto, così come si impone il casco a chi va in moto. Al momento, sostiene Ichino, non ci sono le condizioni per farlo, in quanto non è ancora possibile vaccinarsi, ma via via che le categorie avranno accesso alle dosi sarà ragionevole imporre la misura.

Sulla libertà di sottrarsi ai trattamenti tutelata dall’articolo 32 della Costituzione, afferma: “Quella norma contiene due principi. Prima sancisce quello di protezione della salute di tutti; poi prevede la libertà di scelta e di rifiuto della terapia. Ma quando la scelta di non curarsi determina un pericolo per la salute altrui, prevale la tutela di questa”. Per farlo non serve una legge: “Per imporlo in azienda basta l’articolo 2087 del codice civile. Ma anche su ristoratori e trasportatori grava già oggi un obbligo analogo di garantire salute e sicurezza”.

Redazione

 

 

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