Il fondo sovrano saudita Public Investment Fund (Pif) ha ottenuto una linea di credito, del valore complessivo di 3 miliardi di dollari, garantita da Sace, l’Export Credit Agency italiana. Secondo Sace, l’operazione «contribuirà a incrementare ulteriormente gli scambi commerciali tra Italia e Arabia Saudita. Creerà anche nuove opportunità per i fornitori italiani di beni e servizi all’interno dell’ecosistema del Pif. (Ansa)
Il finanziamento è diviso in due tranche: una da 1,78 miliardi di dollari e una “green” da 1,04 miliardi di euro (circa 1,16 miliardi di dollari). I proventi della tranche in euro saranno destinati a progetti green ammissibili in base al Green Finance Framework del fondo. L’accordo dà seguito al memorandum d’intesa firmato con Sace l’anno scorso.
La garanzia rientra nella «Push Strategy» di Sace, pensata per aumentare gli acquisti di beni e servizi italiani da parte di controparti estere con supporto finanziario e iniziative di business matching. Il Pif, che gestisce oltre 900 miliardi di dollari, guida il piano di trasformazione economica saudita per ridurre la dipendenza dal petrolio, con investimenti in settori come turismo e tecnologia. Per finanziarlo sta esplorando diverse strade, compresi i mercati del debito. Il fondo ha rating Aa3 da Moody’s e A+ da Fitch, entrambi con outlook stabile.
Per dare un ordine di grandezza degli scambi: nel 2025 le importazioni saudite dall’Italia hanno raggiunto 30,8 miliardi di riyal (+2%), mentre le esportazioni saudite verso l’Italia si sono fermate a 13,9 miliardi.





