Il clima cambia e il turismo anche. Sulla costa le ferie si accorciano e le presenze traballano. Nei centri città come Firenze rallentano gli arrivi a luglio e agosto mentre in montagna la tendenza positiva è più chiara, l’Abetone segna un più 20 per cento di presenze rispetto allo scorso luglio e aumenta anche la durata media dei soggiorni. (Corriere della Sera)
Nella Toscana che offre mare, monti e centri storici si ritrovano le tendenze già confermate dalla rilevazione a livello nazionale del Centro studi turistici di Firenze per Confesercenti: una crescita moderata (più 0,9%) per le località marine, maggiore interesse per la montagna (più 2,3%) mentre campagna e collina con i piccoli borghi crescono dell’1,4%.
«Il modo di fare vacanza sta cambiando — dice il responsabile Ricerca del Centro studi turistici di Firenze Gianfranco Lorenzo — la “fuga” soprattutto degli italiani dai centri città roventi non è per una perdita d’appeal ma più una tendenza a riprogrammare le visite in momenti climaticamente più favorevoli. Infatti nelle città d’arte le presenze nei mesi estivi continuano a essere garantite soprattutto da turisti stranieri extra Europa, che devono prenotare con largo anticipo e fare lunghi viaggi difficilmente spostabili. Poi c’è anche un tema di frammentazione della vacanza, non tutti continuano a fare le due o tre settimane al mare di fila, ma integrano con qualche giorno di montagna o altre destinazioni prenotando last minute nel momento in cui si ha la certezza del tempo che farà».
Un rallentamento delle presenze a Firenze lo nota anche Francesco Bechi, presidente metropolitano di Federalberghi. Non parla di crollo né di cancellazioni a pioggia, ma semmai di una crescita più lenta rispetto agli ultimi due anni: «Il fattore climatico è senza dubbio entrato a far parte della stagionalità. Al momento non è un danno, ma una situazione in essere di cui prendiamo atto. Fino a tutto giugno l’andamento è stato buono, ora meno e la prima ripresa si vedrà a settembre anche grazie agli italiani che ritornando dal mare si fermano in città per qualche giorno. Questo poi si lega a nuove esigenze specialmente nelle generazioni più giovani, che preferiscono prenotare fuori città, visitare il giorno il centro e poi ritirarsi a qualche chilometro. Una tendenza che con queste ondate di calore andrà solo ad aumentare».
Di tutt’altro tenore i dispacci dai soggiorni montani che arrivano dal Consorzio turistico dell’Abetone. Il presidente Rolando Galli parla di «numeri in aumento già da anni ma ora ancora di più. Abbiamo alle spalle un luglio chiuso con un grande segno più e la stessa cosa vediamo con le prenotazioni di agosto. Le persone vengono qui con l’intenzione precisa di scappare dal caldo, dormire bene la notte e spendere molto meno che al mare.
Vediamo un aumento generale delle permanenze anche se rimangono le tante opzioni di sempre dalla villeggiatura al mordi e fuggi di una giornata. Per la notte sotto le stelle del 10 agosto e gli eventi legati all’eclissi del 12 ci sono già tanti sold out e sabato scorso in vetta c’erano 1200 ragazzi a ballare. È il nuovo après-ski, un’alternativa ai locali sul mare».





