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Overtourism: il reportage che svela il lato oscuro del turismo di massa

Il fenomeno dell’overtourism, conosciuto anche come turismo di massa, è sempre più al centro dell’attenzione internazionale. Un approfondimento della rete americana CBS News, firmato dal giornalista Seth Doane e ispirato all’articolo «Overtourism: Too much of a good thing?», (“Eccesso di turismo: troppo di una cosa buona?” ndr) analizza le conseguenze di questo trend sulle principali destinazioni mondiali. (Il Messaggero)

Il reportage sottolinea come il turismo moderno sia cresciuto grazie a diversi fattori: compagnie aeree low cost, influenza costante dei social media, campagne promozionali aggressive e il ruolo centrale degli influencer. Tutte dinamiche che incentivano milioni di persone a viaggiare ogni anno, spesso trascurando gli effetti sui territori ospitanti.

Come spiega la giornalista e autrice Paige McClanahan, intervistata da CBS, il turismo rappresenta ormai circa il 10% del PIL globale e offre un impiego su dieci a livello mondiale. Tuttavia, la trasformazione interi quartieri pensati più per i turisti che per i residenti alimenta tensioni, proteste e cambiamenti, come accaduto nei casi emblematici di città quali Barcellona.

Emblematico è il caso del museo del Louvre a Parigi: tra i luoghi culturali più visitati al mondo, ha dovuto affrontare recenti scioperi del personale a causa dell’eccessivo afflusso di visitatori. Il problema si riflette anche su molte località europee. A Venezia, dove i turisti superano di gran lunga i residenti, sono state introdotte misure innovative come ticket d’ingresso giornaliero e restrizioni ai grandi gruppi per contenere la pressione sulla città. Analogamente, mete come Portofino hanno adottato regole stringenti per salvaguardare la vivibilità urbana.

Città come Amsterdam puntano su tasse turistiche aumentate e limiti agli affitti brevi, mentre le Dolomiti e alcune aree naturali islandesi impongono limiti per proteggere paesaggi fragili dal sovraffollamento.

Il reportage evidenzia un dato sorprendente: nel 1950 i turisti internazionali erano circa 25 milioni, oggi sono oltre 1,5 miliardi. Un incremento che testimonia la trasformazione del turismo da fenomeno elitario a industria globale di massa.

Secondo gli esperti, la vera sfida non è bloccare il turismo, ma regolamentarne i flussi. Servono una più attenta pianificazione urbana, infrastrutture dedicate, tasse mirate e maggiore consapevolezza da parte dei viaggiatori. «La responsabilità è condivisa tra istituzioni, operatori del settore e turisti stessi», si sottolinea nel servizio.

Redazione

 

 

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