Le famiglie dell’Eurozona tornano a guardare al futuro con crescente cautela. L’ultima indagine sulle aspettative dei consumatori pubblicata dalla Banca Centrale Europea descrive un cambiamento nel sentiment, con l’inflazione attesa che torna a salire, mentre le prospettive sulla crescita economica si deteriorano e quelle sui redditi restano ferme. (Euroborsa)
A marzo 2026, il dato più evidente riguarda proprio l’inflazione, la percezione dei prezzi negli ultimi 12 mesi è salita al 3,5%, in aumento rispetto al 3,0% di febbraio. Ma è soprattutto lo sguardo in avanti a preoccupare, le aspettative per i prossimi 12 mesi sono balzate al 4,0%, mentre quelle a tre anni si sono attestate al 3,0%. Anche l’orizzonte più lungo, a cinque anni, registra un incremento al 2,4%. Numeri che indicano come i cittadini europei inizino a mettere in conto una pressione sui prezzi più persistente rispetto a quanto ipotizzato nei mesi precedenti. A crescere è anche il grado di incertezza, segnale che rende ancora più complessa la pianificazione delle scelte familiari.
Non tutti, però, percepiscono il fenomeno allo stesso modo. I più giovani, tra i 18 e i 34 anni, continuano a indicare livelli di inflazione attesa inferiori rispetto alle fasce di età più mature. Una differenza che riflette esperienze economiche diverse e una sensibilità non uniforme rispetto al costo della vita.
Sul fronte dei redditi, il quadro resta immobile, le aspettative di crescita nominale nei prossimi 12 mesi si fermano all’1,2%, senza variazioni rispetto al mese precedente. Un dato che, se confrontato con l’andamento dei prezzi attesi, suggerisce una possibile compressione del potere d’acquisto. Nel frattempo, la percezione della spesa cresce: negli ultimi 12 mesi è salita al 5,1%, mentre per il prossimo anno i consumatori si attendono un incremento del 4,1%, il livello più alto da maggio 2023. In altre parole, si spende di più e si prevede di spendere ancora di più, senza che i redditi mostrino la stessa traiettoria.
Ancora più significativo è il cambiamento nelle aspettative economiche generali. La crescita prevista per i prossimi 12 mesi scende al -2,1%, peggiorando sensibilmente rispetto al -0,9% di febbraio. È un segnale che riflette una percezione più fragile dell’economia, alimentata da fattori globali e interni che continuano a pesare sulle prospettive dell’area euro.
Anche il mercato del lavoro viene osservato con maggiore cautela. Le aspettative sul tasso di disoccupazione a 12 mesi salgono all’11,3%, in aumento rispetto al 10,8% del mese precedente. Le differenze tra fasce di reddito restano marcate, infatti le famiglie con minori disponibilità prevedono un livello più elevato (13,7%), mentre quelle con redditi più alti si fermano al 9,7%. I consumatori continuano a immaginare un mercato del lavoro leggermente più debole rispetto alla situazione attuale percepita, ma senza segnali di deterioramento drastico.
Sul versante immobiliare, le attese restano orientate a una crescita moderata dei prezzi delle abitazioni, con un aumento previsto del 3,7% nei prossimi 12 mesi. Il costo del credito, però, rappresenta un elemento di crescente attenzione. Le aspettative sui tassi dei mutui salgono al 4,9%, mentre aumenta la quota di famiglie che segnala condizioni più rigide nell’accesso ai finanziamenti, sia nel recente passato sia guardando ai mesi futuri. Si tratta dei livelli più alti registrati rispettivamente da aprile 2024 e gennaio 2024, segno di un sistema creditizio percepito come meno accessibile.
La Banca centrale europea ci racconta, sostanzialmente, che le famiglie europee stanno rivedendo le proprie aspettative in un senso più prudente. L’aumento delle attese inflazionistiche, unito alla stagnazione dei redditi e al peggioramento delle prospettive economiche, contribuisce a ridisegnare il comportamento dei consumatori, sempre più orientati alla cautela.




