FINANZA

CDP: in Piemonte il totale dei depositi bancari è il 6,6% del totale nazionale

Con un totale di deposti bancari pari al 6,6% del dato nazionale nel 2024, il Piemonte si conferma una regione di rilievo nel panorama italiano del risparmio. È quanto emerso dalla giornata di confronto sul ruolo del risparmio per lo sviluppo del Paese negli ultimi decenni e le sue prospettive di fronte alle trasformazioni economiche e sociali in atto, promosso da Cassa depositi e prestiti insieme alla Fondazione Collegio Carlo Alberto, e che ha avuto come momento centrale la presentazione del libro Famiglie e risparmio – Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani, curato da Luigi Guiso e pubblicato in occasione dei 175 anni dalla fondazione di Cdp. Dopo un primo appuntamento territoriale a Bologna è arrivato nel capoluogo piemontese dove Cdp è nata. (Corriere)

Con un totale di deposti bancari pari al 6,6% del dato nazionale nel 2024, il Piemonte si conferma una regione di rilievo nel panorama italiano del risparmio. È quanto emerso dalla giornata di confronto sul ruolo del risparmio per lo sviluppo del Paese negli ultimi decenni e le sue prospettive di fronte alle trasformazioni economiche e sociali in atto, promosso da Cassa depositi e prestiti insieme alla Fondazione Collegio Carlo Alberto, e che ha avuto come momento centrale la presentazione del libro Famiglie e risparmio – Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani, curato da Luigi Guiso e pubblicato in occasione dei 175 anni dalla fondazione di Cdp. Dopo un primo appuntamento territoriale a Bologna è arrivato nel capoluogo piemontese dove Cdp è nata.

«Il legame fra Cassa depositi e prestiti e il risparmio postale risale alle origini della Cassa, proprio a Torino, ed è uno degli snodi più importanti che permette a Cdp di svolgere il ruolo di investitore paziente di lungo periodo al servizio della crescita del Paese», sottolinea il presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini.

«In qualità di banca di sviluppo, infatti – precisa -, il nostro ruolo è quello di convertire questo patrimonio in risorse attive e iniziative concrete per finanziare lo sviluppo e l’innovazione. Un tema sempre più centrale considerando anche che esiste una leva non sufficientemente utilizzata che è quella del risparmio non produttivo. Il quadro che emerge da questo volume – aggiunge – è che il risparmio si è evoluto in Italia ma rimane una delle grandi risorse di questo Paese». A fare gli onori di casa il presidente della Fondazione Collegio Carlo Alberto, Giorgio Barba Navaretti.

Redazione

 

 

Articoli Correlati

Lascia un commento

Back to top button
NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!