Economia

Istat: tiene l’export italiano grazie al traino della farmaceutica

Rispetto al resto d’Europa, il made in Italy con le sue imprese esportatrici – in primis metallurgia e farmaceutica – continua a mostrarsi resiliente sui mercati internazionali. E riesce a reggere l’onda d’urto alimentata dalle tensioni geopolitiche, dalla debolezza del dollaro, dalle barriere commerciali (non solo americane) e da una domanda nel Vecchio continente sempre più fiacca. (Il Messaggero)

A gennaio – quindi quando la guerra nel Golfo Persico non era ancora scoppiata – l’export del nostro Paese ha sostanzialmente retto, registrando una correzione a livello mensile di un -0,1 per cento. Proprio i timori sulla durata del conflitto tra Usa, Israele e Iran fanno dire a Matteo Zoppas, presidente dell’Ice: «In questo scenario diventa ancora più importante rafforzare la presenza delle imprese italiane nei mercati ad alto potenziale individuati dal Piano d’azione per l’export promosso dal ministero degli Esteri e dal ministro Antonio Tajani».

Mentre Anie Confindustria – che raccoglie aziende di settori strategici come elettronica, automazione o rinnovabili – segnala che oltre la metà dei suoi associati lamentano dall’avvio del conflitto un aumento significativo dei costi di trasporto (57 per cento) e delle materie prime (53). Mentre circa il 74 per cento segnala ritardi nelle consegne.

La rilevazione di gennaio segna una battuta d’arresto rispetto alla spinta registrata nel 2025, quando le vendite all’estero erano cresciute del 3,3 per cento. Su base annua «l’export – segnala l’Istat – flette del 4,6 per cento in valore e del 5,8 in volume».

Ma confrontata con altri dati, la performance può prendere una connotazione diversa: intanto in relazione al calo dell’import, che secondo l’Istat a gennaio è sceso sempre a livello congiunturale di un -1,3 per cento. Dietro questi numeri c’è il minore acquisto di energia e prodotti chimici, ma anche la prova che finora l’ondata dei beni prodotti dalle nazioni più penalizzate dai dazi Usa, in primo luogo dal Far East, non ha aggredito il nostro mercato.

Redazione

 

 

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