Economia

Eni vuole tornare sul mercato del trading di petrolio e gas

Eni punta a tornare sul mercato del trading di petrolio e gas. La major italiane ne era uscita sette anni fa, preferendo l’esplorazione di nuovi giacimenti piuttosto che sul commercio internazionale della loro produzione. Una decisione su cui ora l’ad Claudio Descalzi pare pronto a una retromarcia. «Ho smesso di fare trading nel 2019 ma tutte le altre compagnie lo fanno», ha detto il manager al Financial Times. «Bp, Shell e Total sono grandi operatori sul mercato del trading e ci guadagnano miliardi». (Corriere della Sera)

L’idea di Eni è di trovare un alleato specializzato nel campo e il candidato ideale sarebbe il gruppo svizzero-cipriota Mercuria, terzo operatore nel trading di materie prime dopo Trafigura e Vitol. Il trading «non è nel nostro Dna», ha ammesso Descalzi. «Ho pensato quindi che dovremo formare una partnership per comprendere meglio il business». D’altra parte, il vantaggio sarebbe reciproco perché Eni potrebbe mettere il suo petrolio e il suo gas come sottostante a garanzia dei contratti derivati scambiati da Mercuria. «Possiamo offrire una copertura fisica che è un grande vantaggio per loro», ha sottolineato il manager. «Siamo complementari».

Se vedrà la nascita, la nuova struttura di trading sarà separata dal resto di Eni in modo da assicurare trasparenza sui risultati e sul suo operato. «Un’altra ragione (della separazione) è che i trader prendono un bello stipendio», ha detto Descalzi. «Un buon trader prendere tre-quattro volte quanto guadagno io ogni anno (5,85 milioni nel 2024, ndr) e forse di più»

Redazione

 

 

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