Economia

L’Olimpiade spinge l’economia milanese: Pil +1,7%

L’economia milanese riprende velocità, sulla spinta delle Olimpiadi. Le previsioni indicano per il 2026 un incremento dell’1,7% del Pil metropolitano (dopo il debole +0,7% del 2025), trainato da un «buon recupero industriale», da una «rinnovata vivacità» del settore dei servizi e, appunto, dall’impulso dei Giochi invernali, un «fattore di accelerazione dell’attività economica sul territorio». (Corriere)

Quello che emerge dallo studio realizzato da Assolombarda e Milano&Partners — presentato lunedì presso Casa Italia alla Triennale in occasione della quinta edizione di «Your Next Milano» — è il classico quadro di cauto ottimismo. Non mancano note negative (alcune, ormai, quasi endemiche), ma ci sono segnali innegabilmente positivi. A partire dalla valutazione dell’entità dell’eredità economica delle Olimpiadi: «I Giochi — spiega lo studio — genereranno sul territorio milanese una produzione complessiva stimata in circa 2,5 miliardi di euro, a cui corrisponde un valore aggiunto pari a 1,045 miliardi».

L’effetto complessivo, secondo l’analisi di Assolombarda e Milano&Partners, attiva circa 0,4 punti percentuali di Pil nel periodo che va dall’avvio dei lavori all’anno dell’evento. E le ricadute si distribuiscono lungo un’ampia catena di fornitura. Il comparto più coinvolto è l’ospitalità, con circa 139 milioni di euro (13,3% del totale generato a Milano), seguito da costruzioni (57 milioni, 5,5%) e trasporti (51 milioni, 4,8%). Impatti rilevanti interessano anche il terziario avanzato e i servizi professionali, la metallurgia, il commercio all’ingrosso e l’Ict.

«Milano sta vivendo una fase positiva: il Pil torna a crescere in maniera sostenuta, i grandi eventi rafforzano la visibilità internazionale della città e il turismo continua a espandersi — commenta Alvise Biffi, presidente di Assolombarda —. Sono segnali incoraggianti che dimostrano la capacità di attrarre e generare valore. Oggi Milano è percepita prevalentemente come città di eventi, commercio e turismo: elementi sicuramente centrali nella crescita del territorio che devono valorizzare maggiormente lo spirito produttivo che ha sempre caratterizzato l’identità di Milano come ”fabbrica di futuro”». Insomma, oltre l’accelerazione offerta da un grande evento, «la vera sfida è trasformare questa spinta in crescita strutturale, accelerando su innovazione, trasferimento tecnologico, disponibilità di capitali e competenze».

Secondo il presidente degli industriali ambrosiani, occorre «semplificare i processi, rafforzare l’efficacia delle scelte e sostenere gli investimenti strategici». E a questo proposito «il dibattito sulla legge speciale per Milano va nella giusta direzione». Ma accanto ai segnali positivi, come l’aumento ancora sostenuto degli studenti internazionali, (saliti a 20mila) e la crescita del turismo (con il record di 8,7 milioni di arrivi), sono sempre lì a pesare alcune «criticità persistenti», a partire dalla flessione dei nuovi investimenti esteri e degli studenti italiani, a quota 215 mila. Nell’insieme, «i nodi rimangono gli stessi di quattro anni fa e riguardano, in particolare, la considerazione come città competitiva per talenti e come hub dell’innovazione, ambiti in cui continua a non mostrare significativi avanzamenti».

Comunque, l’immagine d’insieme restituita dallo studio è quella di un bicchiere ben più che mezzo pieno. A conti fatti, sul territorio milanese il budget direttamente connesso ai Giochi è di 735 milioni di euro, di cui 379 milioni per investimenti legati all’evento o alla modernizzazione infrastrutturale e 356 milioni per l’organizzazione. Poi ci sono i visitatori: considerando anche i consumi di atleti e accompagnatori, gli introiti diretti sul territorio milanese sono stimati attorno al miliardo di euro.

Redazione

 

 

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