Secondo la stima preliminare dell’Istat, in base ai dati destagionalizzati e corretti per il calendario, il Pil italiano è cresciuto congiunturalmente in termini reali dello 0,3% (+0,33%, per la precisione) nel quarto trimestre 2025 rispetto al terzo trimestre. Un buon risultato, tenuto conto che nel frattempo il nostro istituto di statistica, come ormai succede da tempo, per la seconda volta consecutiva ha rivisto al rialzo anche la stima del precedente terzo trimestre. (Corriere)
In sostanza, negli ultimi due trimestri l’economia italiana è aumentata dello 0,5% (+0,51% per la precisione) rispetto al secondo trimestre dello scorso anno. Non è un boom, certamente, ma una dimostrazione di resilienza, considerando l’apporto negativo in volume della domanda estera netta, frenata dalle crisi e dalle turbolenze internazionali.
L’Europa sfida i dazi di Trump e il clima di incertezza geopolitica senza precedenti, con una crescita economica superiore alle attese in Italia, +0,7% nel 2025, e l’Eurozona che mette a segno un +1,5%.
Il Belpaese incassa anche la promozione di S&P: il rating è confermato a BBB+ e le prospettive riviste al rialzo da ‘stabili’ a ‘positive’ “La traiettoria di maggiore credibilità verso l’Italia non conosce soste. Il lavoro paga”, ha detto il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti salutando la decisione di S&P.
Secondo l’agenzia, “il risanamento dei conti pubblici italiani procede secondo i piani. Prevediamo che il deficit scenda leggermente al 2,9% del pil nel 2026”, per poi ridursi ulteriormente al 2,7% entro il 2029. Il debito è stimato al 136% nel 2025 ma è previsto calare dal 2028, mentre il pil è atteso stabilizzarsi “vicino allo 0,8% nel 2027-2028 con l’allentamento delle pressioni commerciali”.
Dal punto di vista politico, S&Pprevede un intensificarsi della competizione in vista delle elezioni del 2027 e questo potrebbe limitare “le ambizioni politiche e ridurre il margine di manovra per importanti riforme strutturali”. Le stime preliminari dell’Istat indicano per il quarto trimestre una crescita dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti, e dello 0,7% per l’intero 2025: oltre lo 0,5% fissato dal governo nel quadro programmatico del Documento programmatico di finanza pubblica di ottobre. E con un buon abbrivio per l’inizio del 2026, visto che la crescita acquisita per l’anno in corso è dello 0,3%.





