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‘L’amante? Meglio portarlo in famiglia’ Sexy interview di AC a Giuseppe Cruciani. Il corpo, il sesso, come cambiano gli italiani a letto.

“Più che Tinto Brass, vorrei essere il Dylan Dog del sesso, l’indagatore dell’intimità degli italiani”, così Giuseppe Cruciani ha presentato il suo libro “Nudi. Il sesso degli italiani” (La Nave di Teseo 2020) in una video intervista con Annalisa Chirico a LaChirico.it.

Il sesso libero è sempre più un’abitudine tra le coppie. Si pensa che si tratti di una minoranza di persone che hanno queste ‘perversioni’ (che non considererei neanche tali), ma in realtà è una cosa molto frequente, soprattutto nella fantasia. Esiste una linea sempre più sottile tra la fantasia e la realizzazione, anche la fantasia fa parte del sesso degli italiani”. Sono più gli italiani che vivono così la sessualità o quelli che vorrebbero farlo ma in virtù di convenzioni sociali non lo fanno? “Ci sono molte persone che hanno queste fantasie e lasciano che queste rimangano tali. Ma secondo me la fantasia frustrata crea dei problemi in una coppia, mentre la fantasia realizzata appaga una parte di sé”.

Quello di Cruciani non è un libro sul sesso: è il sesso che parla attraverso le voci dei protagonisti che sono persone comuni, per le quali lo scambismo è un antidoto alla noia: “Dopo tanti anni la passione in una coppia può scemare, ma confessando la propria fantasia si ottiene l’effetto opposto. Con la frequentazione di altre persone si rafforza la monogamia. Il libertinaggio rafforza la coppia”.

Nel libro lo scambismo è anche un elemento decisivo per garantire l’equilibrio tra i partner. “Io penso che la fedeltà non esista e non appartenga agli organi genitali. O almeno questo è il mio sogno: se si riesce a distinguere tra i due piani, quello della carne e quello del sentimento, si raggiunge un equilibrio. Tutte le coppie che ho intervistato sono accomunate dalla ricerca di un equilibrio che viene raggiunto proprio con la confessione e la realizzazione delle proprie perversioni”.

Lei, Cruciani, sostiene che se in Italia ci fosse più scambismo, ci sarebbero meno divorzi? “Secondo me sì, il Vaticano o anche lo stato dovrebbero fare una campagna di comunicazione affinché venga praticato più sesso libero, allora sì che si potrà vedere un calo dei divorzi”.

In realtà, nella società attuale parliamo di sesso molto più di quanto ne pratichiamo. “Secondo me si fa molto più sesso oggi rispetto a tanti anni fa perché al giorno d’oggi esistono molte più possibilità, dai siti porno ai social che ci permettono di conoscere subito una persona e andarci a letto senza sapere granché di lei”. Il digitale quindi gioca un ruolo importante. “Le coppie scambiste si incontrano sui siti web. Esistono anche gli annunci ‘last minute’: coppie che si propongono di ospitare la sera stessa un’altra coppia. In questo caso c’è una selezione basica via messaggi, la perversione sta proprio nel mistero, nel non sapere chi arriverà”. Non so, non sapere chi arriverà ha un che di inquietante. E l’igiene, per esempio? “Le coppie che praticano scambismo hanno un’attenzione quasi maniacale per l’igiene, sono molto più attente alla pulizia di chi non lo fa”.

Il Covid ci ha abituato ad un nuovo modo di vivere, fatto di distanziamento fisico, ma anche sociale. Il sesso post-Covid è cambiato? “No, secondo me no, c’è stato sicuramente un rallentamento perché i locali sono chiusi ed esiste maggiore timore verso gli sconosciuti. Certo, è evidente che oggi si corre un rischio in più ad incontrare uno sconosciuto, ma gli scienziati fanno una comunicazione troppo allarmista. Secondo me davanti al sesso anche il rischio Covid si azzera”.

Il governo canadese ha fatto discutere perché ha elaborato alcune linee guida per i rapporti sessuali suggerendo di usare sempre la mascherina senza citare il condom. “È certificato che c’è stato un calo di attenzione, oggi i ragazzi usano molto meno il preservativo di trent’anni fa. È un paradosso che ci si occupi della sicurezza del Covid piuttosto che delle altre malattie veneree, che non sono solo l’HIV. Fa parte un po’ dell’assurdità della comunicazione sul Covid: incontrare oggi uno sconosciuto comporta un rischio, ma non si può pretendere che le persone si incontrino con un patentino o con l’esito di un tampone. Si perderebbe così l’adrenalina dell’incontro sessuale immediato”.

Un altro argomento affrontato nel suo libro è la prostituzione, libera e volontaria, un tema ormai uscito dall’agenda politica. “Faccio un appello a Matteo Salvini, ho firmato insieme a lui una proposta di legge popolare sulla legalizzazione della prostituzione. Mentre la sinistra non vorrebbe regolarla, la Lega si è sempre mostrata sensibile sul tema. Ora però anche loro sembrano averlo accantonato. Ma proprio in questo periodo di Covid sarebbe necessario legalizzare la prostituzione. In altri paesi, come la Svizzera, c’è un grande controllo: le prostitute fanno tamponi continuamente, da noi chi le controlla?”.

A conclusione del suo libro, si conferma la lezione di sempre: l’erotismo muove il mondo. “Eccome se lo muove. Molte delle cose che accadono hanno come fil rouge il sesso e l’erotismo. L’equilibrio di una coppia lo si può trovare vivendo delle esperienze sessuali con persone esterne. Sono sempre di più le donne che mostrano questa esigenza. Ho conosciuto uomini che sono al servizio della donna affinché soddisfi il suo bisogno e non comprometta il rapporto. Per me la ricetta è condividere l’amante e farlo entrare in famiglia, tenerlo nascosto è una follia”.

Redazione

 

 

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