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Spazio: il conflitto in Ucraina allontana la missione europea su Marte

Marte è sempre più lontano per l’Europa e soprattutto per l’Italia. Le sanzioni imposte alla Russia hanno portato alla cessazione delle collaborazioni in ambito spaziale fra l’Agenzia russa Roscomos e quella europea Esa e anche fra i singoli stati componenti, fra cui l’Italia.

Fra i tanti esperimenti sospesi – riporta il sole 24 ore – la vittima è anche Exomars 2022, la missione marziana di Esa che dovrebbe portare sul pianeta rosso un rover per le analisi fisico-chimiche del terreno del pianeta. La missione, già in ritardo di due anni sulla tabella di marcia, ora non partirà se non a fine decennio.

Da programma, la seconda parte della missione sarebbe dovuta partire a settembre e prevedeva un costo complessivo di circa 1.300 milioni di euro, di cui quasi una metà versata dal nostro Paese che ne è stato il principale supporter.

La prima parte della missione, era stata fatta nel 2016 che non si era conclusa come da speranze: il satellite madre che doveva rimanere attorno al pianeta rosso era andato in orbita perfettamente, mentre la parte che doveva arrivare al suolo per effettuare misure ha avuto un impatto violento ed è andata subito persa.

Questa seconda parte di missione “Exomars 2022” doveva portare sul suolo marziano il rover europeo, ovvero un vero e proprio laboratorio semovente con anche un sofisticato trapano, di ideazione e fattura italiana, capace di arrivare a due metri di profondità.

Ora, la missione si trova del tutto ferma, a causa del blocco delle collaborazioni con la Russia.

Redazione

 

 

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