Attualità e politica

Cop26, Cingolani: “Tanti nodi irrisolti. Difficile negoziare con l’India”

Roberto Cingolani, reduce dalla due settimane di Cop26, ha fatto un bilancio sui negoziati sul clima, dopo un lungo braccio di ferro sull’addio al carbone. 

Il ministro della Transizione ecologica ha spiegato a Repubblica come sia impensabile fare una rivoluzione epocale con una Cop. Ma che quest’anno è stato fatto un passo avanti, perché tutti gli Stati hanno convenuto sulla necessità di accelerare il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi, mantenendo il riscaldamento globale a circa 1,5 gradi (invece di 2) nella seconda metà del secolo”.

A far discutere è stato l’atteggiamento dell’India: “Il ministro indiano ci ha detto chiaramente che avrebbe aderito alla risoluzione finale relativa a 1,5 gradi, solo qualora si fosse alleggerita la pressione sull’abbandono totale del carbone. Un modo per avere più tempo, organizzare la transizione energetica e nel frattempo crescere, ma aderendo all’obiettivo globale di 1,5 gradi di riscaldamento globale nella seconda metà del secolo insieme a tutti gli altri Paesi. Sono abili negoziatori: se avessimo optato per il muro contro muro, gli indiani si sarebbero svincolati da ogni impegno e avrebbero prodotto tutta la COpossibile, rendendo irreversibile il cambiamento e inutili gli sforzi di tutto il resto del mondo”, dice Cingolani.

La Cop26 lascia anche tanti nodi irrisolti: “Sì, a cominciare proprio dall’assenza di una data certa per l’abbandono del carbone. Non abbiamo raggiunto i 100 miliardi l’anno dovuti ai Paesi vulnerabili, promessi nel 2015, e si devono trovare accordi operativi per aumentare le risorse destinate ai danni e alle perdite causate dagli eventi estremi nei Paesi più deboli”. 

Redazione

 

 

Articoli Correlati

Lascia un commento

Back to top button
Do NOT follow this link or you will be banned from the site!