L’obiettivo è chiaro: imprimere un’accelerazione alla capacità di esecuzione del gruppo che, con l’aggiornamento del piano industriale presentato lo scorso marzo, punta a investire 17,7 miliardi di euro in cinque anni, con un aumento di 1,2 miliardi di euro (+7%) nello stesso arco temporale del precedente piano. Non è un caso, quindi, che Terna abbia reso possibile l’entrata in esercizio di infrastrutture di sviluppo per circa 800 milioni di euro prima dell’inizio dell’anno in corso, confermando il suo impegno a supporto del percorso di transizione energetica del Paese. (Sole 24 Ore)
«Le opere di Terna entrate in esercizio dal 2023 ad oggi, per oltre due miliardi di euro di investimenti, rendono la trasmissione dell’energia più sicura e la rete più flessibile – è il commento della ceo di Terna, Giuseppina Di Foggia -. Il collegamento sottomarino con l’isola d’Elba, il potenziamento della rete elettrica siciliana, le nuove interconnessioni con l’Austria e la Francia: infrastrutture sostenibili che rafforzano la rete e permettono di integrare nuova energia rinnovabile». La numero uno del gruppo ricorda altresì che, nello stesso periodo, «sono stati autorizzati oltre 80 progetti, per un valore record superiore ai sei miliardi di euro. Le principali opere sono già in fase di realizzazione: grandi infrastrutture che uniscono il Paese ed incrementano l’efficienza della rete, rendendola in grado di gestire meglio i picchi di domanda e di trasportare energia dai punti di generazione alle aree con maggiore consumo. È la conferma della nostra capacità di esecuzione. E continueremo così: per garantire all’Italia un sistema elettrico più affidabile e pronto per le sfide del futuro».
Nel corso del 2025, sono stati realizzati oltre 300 chilometri di collegamenti elettrici, progettati in modo da assicurare, è la linea dettata dal gruppo, «la massima attenzione verso soluzioni a ridotto impatto ambientale». Tra le opere principali, figurano quelle per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, con oltre 130 chilometri di elettrodotti interrati per garantire una magliatura più robusta e affidabile della rete. In Sicilia, inoltre, è stata completata la direttrice a 380 kV Paternò–Pantano–Priolo, opera chiave per il sistema elettrico regionale, che contribuisce a migliorare la continuità del servizio e a supportare l’integrazione delle fonti rinnovabili.
Questi interventi si aggiungono ad altre importanti infrastrutture operative dal 2023 come l’interconnessione in cavo interrato tra Italia e Francia e quella tra Italia e Austria, che incrementano la capacità di scambio e rafforzano la stabilità del sistema energetico nelle regioni alpine, e il collegamento Elba–Continente, l’elettrodotto sottomarino che raddoppia le linee di connessione tra la rete dell’Isola e Piombino (Livorno). (Sole 24 Ore)





