Internazionale

Election Day: too early to call

La notte più attesa dal popolo americano, così come da tutto il mondo, si è conclusa e non ha ancora proclamato un vincitore. Restano infatti da verificare tutti i voti ricevuti per posta, che potrebbero stravolgere la partita. In alcuni Stati potrebbero volerci addirittura giorni.

Gli Stati in cui gli scrutini non si sono conclusi sono quelli chiave per l’esito delle elezioni: Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, North Carolina e Georgia. La Pennsylvania ha tempo fino a venerdì 6 novembre. Solo qui sono circa due milioni i voti che devono ancora essere verificati, quasi un terzo di quelli scrutinati finora. Anche Wisconsin e Michigan avranno altri giorni per completare lo scrutinio.

A Biden basterebbe aggiudicarsi due di questi Stati, mentre il tycoon dovrebbe avere la meglio in quasi tutti per continuare a risiedere alla Casa Bianca.

Quel che è certo è che i sondaggi che davano Trump per perso si sono sbagliati, la partita è ancora tutta aperta. Si gioca sul campo del Midwest, Pennsylvania, Wisconsin e Michigan, quegli Stati storicamente democratici ma che consegnarono a sorpresa la vittoria a Trump nel 2016.

La Florida, stato storicamente favorevole a Trump, in cui è residente, ha preferito l’attuale leader. Se i sondaggi avevano paventato l’ipotesi di un sorpasso di Biden, considerata l’età media piuttosto alta della popolazione e il sostegno crescente degli over 65 per il democratico, è stato Trump a guadagnarsi i grandi elettori della Florida.

Qualora le elezioni si concludessero con uno scarto minimo tra i due candidati, è sempre più consistente il rischio di ricorsi e richieste di riconteggio.

Biden si dice ottimista, convinto di essere sulla strada per vincere. Gli ha fatto eco il repubblicano che ha annunciato su Twitter il suo discorso, parlando di una Big Win (una grande vittoria!).

Redazione

 

 

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