Internazionale

Le ultime mosse di Trump

Trump ha accennato alla possibilità di andarsene il 14 dicembre, giorno in cui i grandi elettori nomineranno ufficialmente il Presidente degli Stati Uniti. In quel caso prenderebbe il suo posto nelle ultime settimane il suo vice Mike Pence che potrebbe così concedere la grazia allo stesso Trump, come scudo da eventuali future battaglie legali. Così fece Richard Nixon con Gerald Ford, a difesa delle conseguenze legali dello scandalo Watergate nel 1974.

Si sta palesando ora anche la possibilità che Trump sfrutti il potere che viene conferito ai Presidenti alla fine del loro mandato per concedere la grazia anche ai suoi tre figli maggiori (Donald Jr, Eric e Ivanka), a suo genero Jared Kushner e al suo legale Rudolph Giuliani, per proteggerli con uno scudo penale dopo il termine del suo mandato.

Trump minaccia ora di non firmare il bilancio della Difesa se non vengono presi provvedimenti contro i colossi dei social Facebook e Twitter, rei di averlo censurato durante la campagna elettorale. Trump tenta di fare pressione sul Congresso su un tema che non ha propriamente a che vedere con la Difesa, ma sa che i budget del Pentagono sono praticamente inattaccabili.

L’attuale Presidente intima al Congresso di aggiungere alla legge sul bilancio della difesa (740 miliardi di dollari) l’abrogazione della Sezione 230 del Communications Decency Act, che esonera i giganti digitali dalle responsabilità civili e penali per i contenuti che diffondono. “Quella legge è un regalo degli Stati Uniti a Big Tech, è assistenzialismo per capitalisti!”, si legge in un suo tweet. Il tycoon ne fa anche una questione di sicurezza nazionale, di qui il legame con il budget della Difesa.

Redazione

 

 

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