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Cingolani: “Per la transizione pochissimo tempo. La riuscita dipenderà da come spenderemo i fondi nei prossimi sei anni”

“Abbiamo pochissimo tempo. Il problema non è solo se noi raggiungiamo l’obiettivo della transizione energetica e ambientale. Il problema è se ci riusciamo tutti insieme. Noi siamo solo una parte dell’Europa e l’intera Europa emette solo il 9 per cento della CO2 del mondo”, a parlare è il ministro Roberto Cingolani intervistato da La Stampa in occasione del convegno sulla transizione ecologica promosso dalla Regione Piemonte. Il resto dell’inquinamento viene da altri paesi e altri continenti. Se non riusciremo a convincerli, a impegnarsi anche loro, anche i nostri obiettivi saranno a rischio. Noi comunque dobbiamo impegnarci a fare fino in fondo la nostra parte”.

“La riuscita del progetto dipende da come spenderemo i fondi nei prossimi sei anni. Se li spenderemo bene avremo la possibilità di centrare l’obiettivo. Se li spenderemo male o non li spenderemo perderemo la competizione con gli altri paesi. I prossimi sei anni sono come il primo stadio di un razzo. Se lavora bene il razzo raggiungerà la Luna. Se lavora male il razzo finirà fuori orbita”, afferma il fisico.

Uno dei temi più importanti su cui cominciare ad intervenire è quello della mobilità sostenibile: “Prevede un cambio di infrastrutture e di sistemi produttivi molto significativo. Il programma è di aggiungere 29 mila colonnine elettriche a quelle attualmente esistenti. Ma non si tratta solo di questo. Dobbiamo diventare autosufficienti dal punto di vista della produzione delle batterie”, spiega il Ministro.

Importante anche rafforzare il traffico merci su ferro: “Sulle grandi distanze uno dei maggiori problemi è stato avere troppa mobilità su ruota, anche per il traffico merci, quindi un utilizzo intelligente del traffico su ferro è una parte importante della soluzione. Gli investimenti sull’alta velocità sono importanti per questo”.

In merito all’acciaio verde, Cingolani spiega: “Quello della transizione delle acciaierie è un problema molto urgente. Pensiamo passare dalle fornaci a carbone a una fornace alimentata a gas, quindi con dei forni elettrici e già questo abbatte la CO2 del 30%. Lavoriamo per convertire anche le grandi acciaierie come l’Ilva. Certo per fare questo l’Europa ci dovrà dare una mano perché se noi produciamo un acciaio buonissimo, verde, che costa di più, e poi qualche altro Paese lontano ci vende acciaio non verde a basso costo, bisogna compensare. È un problema di geopolitica e di accordi internazionali”.

Redazione

 

 

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