Economia

Picchi (Sace): “le aziende esportano in un paese solo, serve diversificare”

Per l’export italiano, a fronte dello scenario geopolitico difficile, “la prima cosa da fare è diversificare rispetto spesso al mono-mercato in cui le aziende vanno. Ricordo che il 43% delle aziende italiane esporta su un solo mercato, quindi andare anche solo su un secondo mercato abbatte drammaticamente i rischi e aumenta l’export complessivo del paese”. (Ansa)

Lo ha affermato Guglielmo Picchi, presidente di Sace, a margine dell’assemblea generale dell’Unione degli agricoltori di Firenze.
“Quanto agli strumenti – ha aggiunto – il sistema Italia, quindi Sace, Ice, Simest, Cdp, mettono a disposizione una massa di miliardi mai vista in precedenza. Solo Sace è in grado di mettere 74 miliardi di garanzie sovrane a sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese, quindi sta anche alle imprese utilizzare questi strumenti. Giornate come queste sono ottime per spiegare come possiamo sostenere le imprese e dare la possibilità a loro di utilizzare questi strumenti, quindi di diversificare il rischio e quindi di avere meno problemi per andare sui mercati internazionali”.


L’Italia, ha osservato Picchi, “esporta in tutti i 200 paesi affiliati all’Onu, quindi la diversificazione geografica non è un problema, dai macchinari per processare il tonno alle Isole Salomone ai grandi impianti energetici in Africa. Sicuramente ci sono due mercati di libero scambio aperti, tra Unione Europea e India, e Unione Europea e Mercosur, queste sono due aree che sicuramente potranno dare grandi opportunità e grandi soddisfazioni agli esportatori italiani”.

Redazione

 

 

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