Economia

Il turismo regge l’urto della guerra in Iran, Roma svetta in Europa

Il turismo, anche in un contesto profondamente incerto come quello attuale, segnato dalla guerra in Medio Oriente e dall’allarme cherosene negli aeroporti, si conferma un motore fondamentale per la crescita del Paese. (Il Messaggero)

E la decisione della premier Giorgia Meloni di essere presente ieri alla 76esima assemblea nazionale di Federalberghi rimarca la centralità di questo asset, che nel 2025 ha avuto un impatto del 13% sull’occupazione e di 237 miliardi di euro sul Pil. «Il turismo – ha sottolineato ieri la premier intervenendo all’assemblea di Federalberghi – è molto più di un settore strategico per la nostra economia: il valore che genera va ben oltre il 13% del prodotto interno lordo».

Il nostro sistema turistico in questi anni ha migliorato non solo la propria capacità di attrarre la domanda estera, ma anche quella di trattenere i visitatori per più giorni: «Siamo primi in Europa per permanenza, con una media pari a circa 3,6 notti, meglio di Spagna, Francia e Germania», ha tenuto a sottolineare il presidente del Consiglio.

E i dati di Roma, ha aggiunto, non sono lontani da quelli nazionali. Nella Capitale il turismo ha generato un indotto pari a oltre 13 miliardi nel 2024, più di Milano, Firenze e Venezia messe insieme. «Nel 2024 solo Londra ha avuto più aperture di alberghi di Roma – ha evidenziato l’assessore capitolino ai Grandi Eventi e Turismo Alessandro Onorato – dal 2020-21 a oggi ci sono stati 176 nuove aperture alberghiere nella Capitale di cui 27 a 5 stelle, 79 a 4 stelle».

A fornire una fotografia del settore è il 10° Rapporto sul sistema alberghiero e turistico ricettivo italiano realizzato da Federalberghi in occasione dell’assemblea: con 32.943 alberghi, 1,1 milioni di camere e 2,3 milioni di posti letto, l’Italia conquista il podio come primo Paese in Europa in termini di capacità alberghiera ricettiva. Il 61% delle presenze turistiche registrate nel 2024 in Italia (pari in valore assoluto a 283,9 milioni di presenze) ha soggiornato negli alberghi: rispetto all’anno precedente l’aumento è stato del 3,1%, mentre gli arrivi negli alberghi, 96,4 milioni, sono risultati il 2,9% in più rispetto al 2023.

Bernabò Bocca, appena riconfermato alla guida di Federalberghi, associazione che conta circa 27mila imprese alberghiere in Italia, ha elogiato la capacità di reazione del settore, senza nascondere la propria preoccupazione per il rischio geopolitico. «Il turismo e l’ospitalità sono la grande eccellenza di questo Paese e come tale va considerata e tutelata. Il turismo è stato il settore che dopo il Covid, quando tutti lo davano per morto, ha avuto il più grande rimbalzo». Adesso, però, si teme un nuovo shock come quello del 2020. «Il rischio geopolitico e i conflitti in corso possono incidere negativamente sui flussi turistici diretti verso il nostro Paese e, in particolare, sugli arrivi da oltreoceano e dagli Stati Uniti, mercato che risente maggiormente del clima di incertezza sui collegamenti», ha spiegato Bocca.

Redazione

 

 

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