EconomiaLE TASCHE DEGLI ITALIANI

Emergenza plastica: a rischio l’industria farmaceutica e alimentare

Siamo a corto di plastica: molte aziende fanno fatica a recuperarla e sono costrette a bloccare le loro produzioni, che comprendono anche quelle di settori cruciali, come quello farmaceutico e alimentare. A rischio per esempio la produzione, tra le altre, delle siringhe.

“Abbiamo scalato montagne per resistere al Covid e ce l’abbiamo fatta. Ora ci dobbiamo inginocchiare di fronte alla mancanza di materiali” tuona al Sole 24 Ore Luca Iazzolino, presidente di Unionplast.

Sono diversi i fattori che hanno influito sul rincaro del prezzo da un lato, e sulla mancanza di approvvigionamento dall’altra. Come spiega il Sole 24 Ore, il costo dei polimeri è schizzato in alto e gli ordini delle aziende europee non sempre vengono soddisfatti. Il prezzo sta salendo oltre quello raggiunto nel 2015 e i rincari potrebbero trasferirsi prima o poi sui prodotti finiti. Il costo delle materie prime in Europa è cominciato a salire lo scorso autunno ma da un mese a questa parte ha raggiunto livelli straordinari, con aumenti del 10% solo nell’ultima settimana. Questi cambiamenti repentini del mercato sono dovuti all’ondata di gelo che ha travolto il Texas e che ha messo ko le industrie petrolchimiche, cruciali per la fornitura di plastica non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo.

Anche il rally del petrolio, in rialzo del 30% dallo scorso anno, ha influito sul rincaro del prezzo dei polimeri, ma spiegano gli esperti, si tratta della conseguenza di una serie di eventi irrisolti, compresi i problemi logistici sui container via mare.

Questa situazione desta molta preoccupazione, anche a livello occupazionale. Il settore dà lavoro a 1,5 milioni di persone sparse tra 55mila imprese e a rischio c’è anche la produzione in industrie chiave come quella farmaceutica o alimentare.

Redazione

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