EconomiaLE TASCHE DEGLI ITALIANI

Con la pandemia crollo dei contratti a termine: 1,4 milioni in meno

Nell’anno della pandemia i contratti a termine attivati sono stati 1,4 milioni in meno rispetto all’anno prima. Tra gli occupati a tempo determinato, ci sono state 393mila unità in meno rispetto al 2019.

Come racconta il Sole 24 Ore, il primo picco c’è stato ad aprile, nel pieno del primo lockdown quando si sono registrate 432mila attivazioni in meno rispetto allo stesso mese dell’anno prima. A luglio e agosto, in concomitanza con una riapertura graduale delle attività, i contratti stipulati sono leggermente saliti, ma di nuovo sono calati e a dicembre, su base annua, ci sono state oltre 195mila attivazioni in meno.

Tra i rapporti a termine arrivati nel 2020 che hanno coinvolto 3,4 milioni di lavoratori, a marzo 2021 sono 713mila, quindi il 20,5%, erano ancora attivi.

Per contenere i danni della pandemia, che ha colpito maggiormente i contratti a scadenza, il governo ha introdotto alcune agevolazioni per il datore di lavoro, a partire dal decreto Cura Italia: i datori possono ancora rinnovare o prorogare i rapporti a termine in corso, fino a 12 mesi, senza indicare le causali, e possono derogare alla pausa di 10 o 20 giorni tra un contratto e l’altro.

Redazione

 

 

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