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Export, il Sud è la riserva nascosta del Made in Italy

Il governo punta a 700 miliardi di export entro il 2027, obiettivo indicato dal ministro degli Esteri Tajani. Alcuni territori però restano indietro, o meglio hanno più potenziale ancora da sfruttare. (Sole 24 Ore)

Secondo un’indagine di Unioncamere e del Centro studi Tagliacarne, circa 20mila imprese italiane avrebbero già i requisiti per esportare ma non lo fanno ancora. Al Sud se ne contano 21 ogni 100 imprese già esportatrici, contro 13 nel Centro-Nord.

Il Mezzogiorno è anche l’area dove il supporto pubblico rende di più. Tra il 2020 e il 2024 le imprese del Sud che hanno usato i servizi delle Camere di commercio per l’internazionalizzazione hanno avuto un export superiore del 65,3% rispetto a quelle che non li hanno usati. È circa il triplo della media nazionale, che è del 21,8%.

A livello nazionale, le imprese assistite hanno avuto una probabilità più alta del 41,4% di iniziare a esportare. L’impatto stimato è tra 600 e 800 milioni di euro di export aggiuntivo.

Come dice il titolo, le imprese che iniziano a vendere all’estero vedono la propria produttività salire subito del 6%. L’articolo cita infine un accordo quadro firmato alla Farnesina tra il ministero degli Esteri, Unioncamere e altre istituzioni per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese.

Redazione

 

 

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