Dopo più di due mesi, arriva lo stop agli sconti sul gasolio. Sulla Gazzetta Ufficiale di lunedì, ultimo giorno con lo sconto da 6,1 centesimi al litro sul diesel attivo, non c’è il decreto interministeriale tra ministero dell’Economia e dell’Ambiente per attivare il meccanismo delle accise mobili grazie all’extragettito Iva. (Sole 24 Ore)
Considerando lo sconto in vigore fino ad ora, da oggi, martedì 6 ottobre, i prezzi potrebbero aumentare di circa 6,1 centesimi al litro. Per la benzina, invece, non cambierà niente: dall’estate l’esecutivo ha deciso di non intervenire sulla verde, essendo meno cara (poco sopra i due euro al litro, in media, nelle città italiane).
Il prezzo del diesel, stando alle ultime rilevazioni del ministero delle Imprese, potrebbe arrivare a circa 2,3 euro al litro: una cifra comunque più bassa rispetto ai massimi raggiunti la settimana scorsa, ovvero 2,369 euro.
La discesa dei prezzi non è legata alla stabilizzazione della situazione in Medio Oriente o di un ribasso delle quotazioni del petrolio, col Brent che resta intorno a 100 dollari al barile – e, infatti, i prezzi sono ai massimi in tanti Paesi, tra cui il Regno Unito dove il diesel ha raggiunto 2,35 sterline al litro. In Italia, i listini sono in calo da una settimana, cioè dall’annuncio di Eni di fissare un price cap e degli altri majors di adeguarsi di conseguenza.ù
A proposito del price cap di Eni, il tetto del gasolio – come l’azienda aveva chiarito nel comunicato di partenza del 28 settembre – è stato riformulato dopo la fine del taglio accise. Ed è aumentato, di conseguenza, di 6,1 centesimi, arrivando quindi a 2,25 euro al litro. Quello della benzina, invece, resta invariato a 1,99 euro.





