La Bce mette in pausa, come da attese, i tassi ma segnala che l’impatto sull’inflazione della crisi di Hormuz e i suoi segnali allarmanti “deve ancora manifestarsi appieno” confermando così la possibilità di nuovi rialzi probabilmente già a settembre. (Ansa)
Il board dell’istituto centrale ha votato compatto per lasciare i tassi stabili al 2,25% dopo l’aumento di giugno ma, ha ammesso la presidente Bce Christine Lagarde in conferenza stampa, “alcuni governatori si sono chiesti” se fosse necessario già un aumento. Il mese scorso la tregua siglata fra Usa e Iran e il crollo delle quotazioni del greggio, aveva riacceso il dibattito fra ‘falchi’ e ‘colombe’ all’interno del board sul rischio di un nuovo errore come quelli visti nel 2008 e 2011 di una stretta monetaria su un’economia debole e sulla necessità invece di restare prudenti di fronte a un’inflazione che persiste.




