Attualità e politicaEconomia

Lavoro, giovani delusi: disponibili a sacrifici ma stipendi più alti

Altro che bamboccioni senza valori, i ragazzi di oggi sono dei veri e propri equilibristi, sospesi tra la scuola che non è più un ascensore sociale e il lavoro dove temono precarietà e stipendi bassi e che comunque considerano «strumentale» ad una vita fatta di altro. Forse è anche per questo che la priorità dei 16-19 per il loro futuro sia vivere con la persona amata. Successo e carriera vengono dopo. Pur nell’incertezza dell’adolescenza e del mondo che cambia, gli studenti sanno comunque che cosa vorrebbero imparare – a muoversi nel mondo del lavoro; a conoscere i propri diritti e doveri – e in che modo: con lezioni dinamiche (cioè meno noiose) e uno sguardo alle vicende contemporanee. Uno su tre vorrebbe anche l’educazione affettiva e sessuale. (Corriere)

Sono questi i risultati del primo rapporto dell’Osservatorio Iride istituito dalla Fondazione Costruiamo il futuro, presieduta da Maurizio Lupi e dal Censis di Giorgio De Rita: si tratta di uno studio sul «senso della scuola, senso del lavoro» con un migliaio di interviste a studenti che è un assaggio del rapporto più ampio che sta per uscire. L’idea di Iride, sostenuto anche da Acea, Pwc, Cassa di Risparmio di Torino e Johnson&Johnson, è quella di osservare il mondo della scuola e del lavoro con gli occhi degli studenti per animare il dibattito sull’educazione e dare spunti «di sano realismo» alla politica come hanno spiegato il direttore Gabriele Toccafondi insieme al direttore scientifico di Costruiamo il futuro Ubaldo Casotto. «Vogliamo dare ai giovani risposte sotto il profilo istituzionale», hanno promesso Lupi e De Rita.

Se la maggior parte dei ragazzi riconosce alla scuola un valore fondamentale, è vero anche che quasi uno studente su tre non va volentieri in classe e la trova lontana dalla realtà: una percentuale importante in tempi di inverno demografico (tra l’altro solo il 70 per cento dei ragazzi considera una priorità avere dei figli in futuro). Sul versante del lavoro sono due su tre i giovani preoccupati del proprio futuro (62,8 per cento). La maggioranza non è disposta ad accettare un lavoro poco qualificato o sottopagato, anche se due su tre sono disponibili a fare sacrifici per fare carriera, avere un lavoro appassionante o per un’occupazione con orario flessibile. «Non possiamo costruire un futuro per la nostra Repubblica se non facciamo del lavoro un valore condiviso, come hanno voluto i costituenti – ha avvertito il ministro Giuseppe Valditara – Abituiamo i nostri giovani ad appassionarsi alla bellezza del lavoro, al valore della fatica». Quanto alla richiesta di programmi più attinenti all’attualità, il ministro frena: «E’ un tema delicato, bisogna che non si scada in una dinamica che condizioni l’orientamento dei giovani».

Redazione

 

 

Articoli Correlati

Lascia un commento

Back to top button
Do NOT follow this link or you will be banned from the site!