Economia

I prezzi del rame: per la prima volta toccata quota 13 mila dollari

Il rame prosegue la sua corsa e per la prima volta tocca i 13.000 dollari a tonnellata. La scorsa settimana il metallo rosso aveva chiuso a quota 12.600, proseguendo così il forte rialzo dello scorso anno in cui ha segnato un +42%: il miglior risultato annuale dal 2009. Il rally del 2025 è stato guidato da una domanda esplosiva legata al boom dell’intelligenza artificiale, interruzioni nell’offerta mineraria e un accumulo di scorte negli USA per timori di tariffe. (Sky TG 24)

Il recente sciopero nella miniera di Mantoverde in Cile è stata solo l’ultima interruzione sull’approvvigionamento, in un momento di espansione della domanda globale del rame che ha un uso molto ampio e la cui domanda secondo molti osservatori ed analisti è destinata ad aumentare. Lo scenario geopolitico resta il fattore di maggiore incertezza e fonte potenziale di maggiore volatilità. Non a caso, alla fine dello scorso anno molte case d’affari internazionali vedevano i prezzi 2026 attorno ai valori attuali, spinti sin dai primi giorni dell’anno in area record proprio per via delle tensioni internazionali. “Cautela” resta dunque parola d’obbligo.

Il rame prosegue la sua corsa e per la prima volta tocca i 13.000 dollari a tonnellata. La scorsa settimana il metallo rosso aveva chiuso a quota 12.600, proseguendo così il forte rialzo dello scorso anno in cui ha segnato un +42%: il miglior risultato annuale dal 2009. Il rally del 2025 è stato guidato da una domanda esplosiva legata al boom dell’intelligenza artificiale, interruzioni nell’offerta mineraria e un accumulo di scorte negli USA per timori di tariffe.

Il recente sciopero nella miniera di Mantoverde in Cile è stata solo l’ultima interruzione sull’approvvigionamento, in un momento di espansione della domanda globale del rame che ha un uso molto ampio e la cui domanda secondo molti osservatori ed analisti è destinata ad aumentare. Lo scenario geopolitico resta il fattore di maggiore incertezza e fonte potenziale di maggiore volatilità. Non a caso, alla fine dello scorso anno molte case d’affari internazionali vedevano i prezzi 2026 attorno ai valori attuali, spinti sin dai primi giorni dell’anno in area record proprio per via delle tensioni internazionali. “Cautela” resta dunque parola d’obbligo.

Il rame è molto usato: dai più classici cablaggi e tubazioni idrauliche ai data center che vengono costruiti in ogni dove, fino alle batterie per le auto elettriche. Allo stesso tempo, la minaccia di dazi statunitensi sulle importazioni ha portato i trader ad aumentare le spedizioni verso le coste americane nelle ultime settimane, riducendo l’offerta altrove. Quella a cui stiamo assistendo non è però solo la corsa del rame. Nelle ultime ore anche le altre materie prime di riferimento hanno visto forti apprezzamenti. L’argento e il platino hanno raggiunto picchi di rialzo dell’8%. L’oro ha toccato i massimi da oltre una settimana.

Redazione

 

 

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