Economia

Auto, outlook negativo da Moody’s: più concorrenza, meno margini

Outlook negativo da Moody’s sull’industria dell’auto. Secondo l’agenzia di rating, nonostante la ripresa delle vendite nel 2023 , che dovrebbe proseguire anche nel 2024 sebbene in misura molto minore, un peso di rilievo lo avrà l’importante aumento delle concorrenza, che inciderà sui margini. Questi ultimi fino a settembre e nei 12 mesi precedenti hanno raggiunto livelli record, di quasi il 9%, molto più alti della media storica di circa il 7%. Subito dopo ci sarà da mettere nel conto l’aumento delle esportazioni cinesi. Ovvero la temuta invasione del Dragone. (Il Sole24Ore)

La concorrenza è in aumento anche perché è in corso una frenata della domanda globale. In parte le case automobilistiche, come sostiene Moody’s, potranno parare i colpi di un ecosistema più sfidante grazie al miglioramento della situazione sul versante della catene di approvvigionamento. Questo processo potrebbe indurre i produttori a sostenere una politica di prezzi più aggressiva. Differentemente, i consumatori, messi in difficoltà da inflazione e tassi che rendono più cari i finanziamenti, potrebbero optare per i segmenti più economici per loro ma meno redditizi per i car maker.

Ne deriverebbero effetti negativi sui mix prezzo e di prodotto negativi. Ecco perché l’agenzia di rating prevede che i margini possano scendere in media all’8% nel 2024. Il quadro potrebbe migliorare nel 2025, a patto che la domanda sia forte e che sia la redditività che le catene di approvvigionamento possano restare stabili.

Secondo Moody’s, nonostante i segnali negativi del secondo semestre, in corso, la quota dei veicoli elettrici a batteria aumenterà dal 10% nel 2022 al 13% circa quest’anno e al 16% circa nel 2024. «La ragione risiede – sostengono gli analisti – nel continuo lancio di nuovi modelli e nella migliore disponibilità dei prodotti. I tassi di crescita, tuttavia, si ridurranno leggermente a causa della fine degli incentivi nei principali mercati, tra cui Cina ed Europa», e per la minore convenienza, alla luce dei prezzi tuttora molto elevati dell’elettrico rispetto alle vetture con motore endotermico. Oltre che, come detto, per effetto dei tassi di interesse che fanno lievitare i costi di finanziamento. «Prevediamo inoltre – aggiungono gli esperti di Moody’s – che la maggiore quota di Bev diluirà leggermente i margini di profitto delle case automobilistiche nei prossimi 12-18 mesi».

Redazione

 

 

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