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La Cina fa affari in Italia: un impero in continua espansione

Flussi di investimento diretti esteri provenienti dalla Cina che ammontano a 4,9 miliardi nel 2018, 405 gruppi cinesi direttamente presenti in Italia nel 2019. Dai dati diffusi dalla Banca d’Italia, le imprese italiane così partecipate sono oggi 760 e hanno un giro d’affari che supera i 25 miliardi di euro.

Come riporta Libero, non tutte le imprese cinesi presenti in Italia sono pubbliche, ad esempio è privata la società di Hong Kong che possiede WindTre e Hair Group Corporation, che controlla la Candy, e la Weichai Power Company Limited, che dal 2012 detiene la maggioranza azionaria del Gruppo Ferretti. È pubblica la People’s Bank of China, banca centrale della Repubblica Popolare Cinese che possiede quote di Eni, Tim, Enel e Prysmian.

Nel marzo 2019 l’Italia ha firmato un’intesa con Pechino a sostegno della “nuova via della seta”, che consente a Pechino di avere un ruolo chiave in porti come Genova, Trieste, Taranto e Gioia Tauro. Non solo, il 12 dicembre dello stesso anno è stata inaugurata la Vado Gateway della nuova via della seta, il nuovo terminal container deep-sea del porto di Vado Ligure, il più importante sbarco della frutta e uno dei maggiori per traghettamento verso Sardegna, Corsica, Nordafrica ed Europa meridionale, partecipata al 40% da Cosco Shipping Ports, con sede a Hong Kong, e al 9,9% dalla cinese Qingdao Port International. 

Un impero in continua espansione. Una presenza, quella cinese a Vado che, dicono, da tenere sotto osservazione.

Redazione

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