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Cosmetica, cambiano i consumi: meno make-up e più prodotti per igiene e capelli

“L’indispensabilità dei prodotti cosmetici nella vita delle persone sia da un punto di vista igienico-sanitario sia per un benessere generale ci ha aiutato molto in questo momento”, lo dichiara Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia, l’associazione di categoria che aggrega oltre 600 imprese.

“Il 25% delle imprese, infatti, durante il primo lockdown ha riconvertito la produzione industriale a favore di gel igienizzanti per le mani che spesso sono stati donati alle strutture sanitarie che sono state aiutate anche con raccolte di fondi. Il che mi fa ribadire che la cosmetica si conferma un’industria che fa bene al Paese e che, come eccellenza del made in Italy, va tutelata e sostenuta nella sua ripresa anche dal Governo”, spiega Ancorotti al Sole 24 Ore.

Il 2020 è stato un anno duro anche per la cosmetica che ha registrato un calo del fatturato pari al 12,9%, mentre la previsione per il 2021 è migliore con un aumento del 6,1%.

Un duro colpo anche all’export, che è diminuito del 16,7% (quasi 4,2 miliardi): “Le esportazioni sono state una delle voci più penalizzate dalla pandemia, basti pensare che i nostri primi cinque mercati di riferimento hanno subito le maggiori contrazioni a causa dell’effetto Covid-19: la Francia, primo importatore di bellezza made in Italy, ha infatti ceduto il 18,1% per un valore di 504 milioni; la Germania, seconda, è scesa del 20,8% (448 milioni); gli Usa del 19,3% (414 milioni); mentre Regno Unito (268 milioni) e Spagna (246 milioni) hanno perso rispettivamente il 24,8% e il 19,2%”, spiega al Sole 24 Ore Gian Andrea Positano, responsabile del Centro studi di Cosmetica Italia.

La pandemia ha anche dettato nuovi consumi e c’è stato un incremento dei prodotti per l’igiene del corpo e per la cura dei capelli. I prodotti, come make-up e profumi, hanno subito un calo a causa dell’utilizzo della mascherina.

Anche i canali di vendita sono cambiati, a causa del confinamento in casa. L’e-commerce è schizzato in alto ed è diventato il quarto canale di vendita nel settore: le vendite online sono cresciute del 42%, registrando un valore di 707 milioni di euro sui 9,7 miliardi totali.

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