Attualità e politica

Solo lo 0,1% dei contagi avviene all’aperto: fuori la concentrazione del virus si riduce in maniera esponenziale

La possibilità di contagiarsi all’aperto è molto bassa e decisamente inferiore ai rischi che si corrono quando si sta in ambienti chiusi. Lo ha confermato uno studio irlandese dell’Health Protection Surveillance Centre di Dublino secondo cui la trasmissione all’aperto avviene in un caso su mille. Su 232.164 casi di persone infettate, i ricercatori hanno calcolato che solo 262 persone, pari allo 0,1%, si erano contagiate all’aperto.

Come racconta Il Messaggero, ci sono numerosi altri studiosi che hanno dimostrato il basso grado di pericolosità delle attività all’aperto: “È un dato scientifico ormai assodato che la contagiosità del virus dipenda dalla sua concentrazione nell’aria, che però all’aperto si riduce in maniera esponenziale”, spiega Antonio Ferro, presidente della Società italiana di igiene e medicina preventiva e sanità pubblica.

L’università di Hong Kong ha mostrato che di 1.245 persone contagiate prese in analisi, solo tre avevano contratto il Covid a causa di incontri all’aperto. Ancora, l’Università della California ha dichiarato che il rischio di infettarsi all’esterno è di 19 volte più basso rispetto a quello che si corre stando in un ambiente chiuso.

Anche in Italia, diversi studiosi dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr e di Arpa Lombardia hanno calcolato che la trasmissione del virus, nel nord Italia tra febbraio e maggio, all’aperto e lontano da assembramenti è “assolutamente trascurabile”.

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