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Vaccinare subito. L’Europa che continua a sbagliare non fa sognare

L’Italia dovrebbe muoversi autonomamente per raggiungere un unico obiettivo fondamentale: vaccinare quanti più italiani possibile e farlo subito. E’ il desiderio dei cittadini che vogliono lasciarsi questo virus alle spalle.

La priorità sono le categorie fragili e gli anziani: se riuscissimo a metterli in sicurezza, i decessi e i ricoveri calerebbero drasticamente e il paese potrebbe davvero avere una ripartenza economica.

Per raggiungere questo obiettivo bisogna sfruttare ogni possibilità, non importa se il vaccino sia russo o finlandese, ciò che conta è che sia efficace e sicuro. Proprio su questo punto l’asse europeo si è rotto. E lo dimostra la presidente della Commissione Ue von der Leyen che si è scusata ben due volte: lo ha fatto ad aprile scorso quando non è stata vicino all’Italia come avrebbe dovuto e poche settimane fa per la lentezza sui vaccini.

Il virus e la pandemia non erano prevedibili, ma la campagna vaccinale lo era eccome. Nonostante questo, l’Europa agisce in ordine sparso: la Slovacchia e l’Ungheria utilizzano il vaccino russo, che sia lo Spallanzani che la rivista Lancet hanno dichiarato efficace oltre al 90%, mentre il resto dei paesi Ue attendono la lentezza dell’Ema.

La Gran Bretagna ha approvato ben un mese prima dell’Europa Pfizer e Moderna. La domanda sorge spontanea: perché noi non possiamo sveltire la burocrazia in una fase così cruciale? Fino a pochi giorni fa tutta l’Europa aveva somministrato 28 milioni di vaccini e solo la Gran Bretagna 18 milioni. E’ evidente che ci sia un problema: non è questa l’Europa che ci fa sognare.

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