Attualità e politica

Remuzzi: “Abbiamo bisogno di Sputnik V. Coinvolgiamo la Protezione civile”

“Abbiamo bisogno di Sputnik V”, lo afferma Giuseppe Remuzzi, nefrologo, direttore dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri.

“L’efficacia di Sputnik sfiora il 94% e la sicurezza la vediamo con l’alto numero di vaccinati in tutto il mondo. Va fatta l’analisi di conformità delle strutture produttive tenendo conto che gli ispettori non possono pretendere che un vaccino prodotto in Russia o in Cina sia creato da macchine con marchio CE. Quando il prodotto sarà validato dall’Ema mi auguro che Aifa arrivi all’approvazione in pochi giorni”, spiega il professore in un’intervista al Corriere della Sera.

Che la campagna vaccinale abbia bisogno di uno sprint non ci sono dubbi: “Serve un’unica regia centrale. Vanno coinvolti Protezione civile ed Esercito per puntare ai grandi numeri. Non significa che i medici di base o le farmacie saranno esclusi: ogni aiuto in più è prezioso. Sfruttiamo grandi spazi come palestre, palazzetti dello sport, teatri che Regioni e Comuni potranno mettere a disposizione. L’Esercito può costruire in poche ore strutture mobili, come quelle utilizzate dopo un terremoto o un’alluvione”.

Boris Johnson ha avviato in Gran Bretagna ormai da settimane una strategia che ora sembra essere vincente: inoculare la prima dose a quante più persone possibile e posticipare quella di richiamo ad un secondo momento. Il nefrologo Remuzzi si è detto d’accordo: “Per ragioni tecniche e pratiche. Che sia chiaro, il richiamo va fatto, il punto è quanto presto. Le ragioni pratiche sono che abbiamo pochi farmaci: se immunizziamo tutti gli over 80 con tutti i prodotti disponibili togliamo subito la pressione sugli ospedali, tagliando l’80% dei pazienti in terapia intensiva e abbattendo i decessi. Per ragioni tecniche perché tutti i vaccini approvati funzionano nelle cose che contano: evitano la malattia grave e la morte”.

Sull’efficacia mostrata da Pfizer o da AstraZeneca, Remuzzi ricorda: “Noi siamo abituati a discutere come se l’efficacia del 90% fosse la normalità, ma non è così. Guardiamo al vaccino contro l’influenza che protegge in media del 50%: tutti quelli che si vaccinano, anche se si ammalano, sono protetti dalle forme gravi”.

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