EconomiaFINANZA

Ancora intoppi e ritardi sul Recovery Fund

Ancora intoppi sui soldi del Recovery Fund. Ungheria e Polonia hanno votato contro il pacchetto messo al voto ieri nella riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti presso la Ue.

Il pacchetto comprende l’accordo sul bilancio pluriennale dell’Unione 2021-27, il rispetto dello Stato di diritto come condizione per ottenere i fondi europei e l’avvio della procedura che autorizza la Commissione a indebitarsi sui mercati per ottenere i fondi del Next Generation Eu, pari a 750 miliardi di euro.

Il voto di Ungheria e Polonia era di fatto vincolante solo per l’accordo pluriennale e per le risorse proprie (su cui serve l’unanimità), ma i due ambasciatori hanno messo il veto su tutto il pacchetto per colpire la decisione sullo stato di diritto.

In vista delle elezioni del 2022, Orban non vuole rischiare di perdere i fondi a causa dei suoi atteggiamenti antidemocratici. La Commissione Europea diventerebbe “una nuova Unione Sovietica”, come ha affermato il premier ungherese in radio, e potrebbe ricattare un Paese per questioni ideologiche.

Il veto di ieri in ogni caso fa presagire ulteriori ritardi sul Recovery Fund, che si aggiungono ai tanti passaggi ancora da espletare, come la ratifica nei parlamenti nazionali.

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