Attualità e politica

Clementi (San Raffaele): Basta terrorismo. Se vedo Galli in tv cambio canale

A tenere banco sono i numeri che tornano a salire e le nuove misure di mitigazione mentre gli scienziati duellano in tv. A LaChirico il professore Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia del San Raffaele di Milano, dice: “Ormai quando vedo certi colleghi cambio canale”, confida Clementi, e allora lo stuzzichiamo sull’ultimo confronto su Rete4, a Stasera Italia, tra il professore Massimo Galli e Nicola Porro.

“Io sono stato per lungo tempo amico di Massimo, ho condiviso con lui anche le vacanze, ma negli ultimi tempi ho preso le distanze perché non trovo che il suo pensiero sia corrispondente alla realtà: essendo lui una persona intelligente mi domando perché dica ciò che dice”.

Porro gli ha fatto notare che un contagiato non è un malato e che la stragrande maggioranza dei positivi ha sintomi lievi o nulli. “Secondo il ministero della Salute, il 95 percento dei contagiati sono asintomatici (68 percento) o pauci-sintomatici (e perciò restano a casa senza bisogno di cure ospedaliere). Solo il 5 percento degli infetti si reca in ospedale, e di questi solo una piccola porzione – lo 0,5 percento del totale – finisce in terapia intensiva”.

I positivi asintomatici però sono un veicolo di contagio. “Il positivo contagia, certo, ma oggi contagia meno e per meno giorni. Il professore Giuseppe Remuzzi, per primo, ha messo in evidenza un punto: esistono asintomatici con una carica virale talmente bassa da non contagiare affatto. In questi casi noi virologi siamo persino in imbarazzo a catalogare i soggetti come positivi”.

L’Oms ha diffuso un dato passato sottotraccia: attualmente ci sarebbero nel mondo 770 milioni di contagiati. “Se è così, avendo l’Oms calcolato un milione di decessi accertati dall’inizio della pandemia da Covid19, il tasso di letalità del virus sarebbe dello 0,12 percento, più basso del morbillo”.

In Italia attualmente ci sono circa 330 persone in terapia intensiva. “Non spargiamo terrore: il nostro sistema sanitario può contare su quasi 8mila posti in terapia intensiva. Piuttosto è interessante notare che l’incremento delle persone ricoverate non è proporzionale all’aumento dei contagi, a conferma che la maggioranza dei casi è costituita da asintomatici”.

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