Attualità e politica

Guido De Vecchi a LaChirico: «Lavoriamo per portare la fibra veloce in tutte le regioni. I giovani hanno idee brillanti, ma manca mercato di sbocco»

Guido De Vecchi, Direttore dell’Innovation Center di Intesa San Paolo, è intervenuto durante la terza giornata di “Rinascita Italia. The young hope” «Siamo molti vicini allo stato di Israele, noi portiamo a Tel Aviv le nostre start up, lo hanno nel dna lanciare una start up, venderla e crescere sempre più. Un dna che noi cerchiamo di importare in Italia. Stiamo lavorando con il governo per portare una fibra veloce nelle regioni dove ancora non è attiva.

Per i giovani il problema non è avere un’idea brillante, ma trovare un mercato di sbocco, riuscire a vendere un’idea che possa concretizzarsi. Siamo vicini al mondo accademico per far diventare il nostro dna sempre più tecnologico. La nostra nazione ha grandi pmi, ma bisogna colmare il gap con gli altri paesi europei che riguarda la capacità delle aziende di accettare le nuove idee.

Cosa manca? Vedo tante buone idee, vedo tanta voglia di fare e credo che siamo sulla strada giusta, i capitali sono un decimo, rispetto alla Francia, da investire nelle start up. C’è molta attenzione del mondo accademico verso i giovani, stiamo pian piano recuperando la partita.

Il tasso di Innovazione del nostro Paese è molto più basso di quello delle vicine Francia e dell’Inghilterra. Abbiamo grandi PMI, riconosciute in Europa, ma non abbiamo la forza di connettere i campioni di oggi con quelli di domani, con le start up appunto. Ma siamo sulla strada giusta.

Al momento i nostri investimenti nell’innovazione sono un decimo, circa 500 milioni di euro rispetto ai 10 miliardi di Francia e Inghilterra. Il fabbisogno sarebbe un miliardo, quindi molto inferiore di partenza: abbiamo 1500 start up nel portafoglio di Intesa sulle 12 mila censite dal MISELe aziende sono in una fase di stand by sugli investimento e c’è una questione di fiducia per cui siamo bloccato. Il governo sta veicolando benissimo i fondi in accordo con il sistema bancario che ha vissuto impatto della pandemia come gli altri settori con il 98% dei dipendenti a casa.»

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